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Il cartone colorato


Leggendo il titolo magari avrete pensato che in questo post avremmo parlato di questo fantastico materiale, il cartone, e in effetti avete proprio indovinato. In questo articolo effettivamente parleremo dell’uso che si può fare del cartone e in modo specifico di come si possa usare dopo averlo colorato di bianco rosso e verde, cioè appenderlo ad una maglietta con delle strisce nerazzurre. Come abbiamo anticipato in precedenza, siamo arrivati ad affrontare adesso il momento più ridicolo nella storia del calcio italiano recente. Dico recente perché ho avuto modo, con mia incredibile sorpresa, andando alla ricerca di fonti su internet, di scoprire un episodio simile risalente nientemeno che al 1910, lascio a voi dopo la lettura di farvi delle opinioni in merito. Qualcuno potrà pensare malignamente e stupidamente che il sito a cui faccio riferimento è un sito di sostenitori Juventini, a questi signori risponderò semplicemente con una domanda retorica: dove volevate che la trovassi una notizia simile, su un sito nerazzurro?  Andiamo avanti parlando di come, con l’assegnazione a tavolino di uno scudetto alla squadra nerazzurra, la FIGC presieduta da quel signor Rossi e da una commissione formata da tre saggi, Gerard Aigner, Massimo Coccia, Roberto Pardolesi,   quel simpatico triangolino colorato finirà cucito sulle magliette della “Grande Inter” di Massimo Moratti. “Provo piena soddisfazione per l’assegnazione del titolo alla società e alla squadra che si è comportata correttamente”. Come avrete ben capito queste sono le dichiarazioni rilasciate da Moratti successive all’assegazione dello scudetto di “cartone”, lasciatemi sorridere per quel: “società e squadra che si è comportata correttamente” che descrive esattamente il personaggio Moratti, un uomo che di colpo dimentica dell’ essersi dichiarato colpevole (l’Inter) nel caso Recoba, dimentica di aver taroccato i bilanci con le famose plusvalenze, e sopratutto dimentica come con una operazione di finanza qual’è la vendita fittizia del marchio Inter ad una società “terza” riesca a salvare con l’aiuto di Guido Rossi la squadra dal rischio di non iscrizione al campionato. A questo proposito il passaggio descritto è spiegato corettamente qui .  All’interno dell’articolo c’è un interessante passaggio che descrive come il caro Massimo riesca con un’operazione finanziaria “fittizia”, attraverso un gioco di scatole cinesi,  ad utilizzare le perdite della società Inter per pagare meno tasse, furbescamente unisce l’utile al dilettevole. “È lo scudetto della correttezza e del rispetto delle regole – commenta il presidente Giacinto Facchetti – È stato ottenuto da una squadra che ha dimostrato di avere forza tecnica e spirito importanti. Ora il calcio italiano ha bisogno di mettere al centro la questione etica”. Ci tenevo ad inserire anche le dichiarazioni di Facchetti, perché descrivono con poche parole l’essenza dell’essere interista: “gli unici onesti siamo noi, il resto è tutto un imbroglio”. Ogni ulteriore commento è assolutamente superfluo. 
Va ricordato a questo punto che un requisito fondamentale per l’assegnazione di uno scudetto sia la condotta assolutamente trasparente della società a cui verrà assegnato […] Gli organi federali possono intervenire con un apposito provvedimento di non assegnazione quando ricorrono motivi di ragionevolezza e di etica sportiva, ad esempio quando ci si renda conto […] che anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi. Voi, alla luce di quello che abbiamo appena visto, pensate che si fosse potuto assegnare lo scudetto all’Inter? Certamente no, a meno che a decidere non fosse un certo Guido Rossi, famoso e dichiarato interista, presidente pro tempore della FIGC e subito dopo nominato Presidente di Telecom successivamente alle dimissioni di Tronchetti Provera. Penso che sia importante sottolineare che la decisione dell’assegnazione dello scudetto sia da addebitare al presidente Guido Rossi, dopo che la commissione dei tre saggi (nominata da lui) in base all’articolo 49 delle norme federali che prevede automaticamente l’assegnazione del titolo, in caso di sanzioni che prevedano modificazioni di classifica, alla squadra che risulta prima in classifica dopo le penalizzazioni o eventuali retrocessioni, fatto salvo quello che abbiamo scritto due righe fa, sempre che la squadra a cui verrà assegnato abbia mantenuto una condotta limpida e corretta, alla luce di quanto vi abbiamo esposto in precedenza quel galantuomo di Guido Rossi avrebbe dovuto non assegnarlo all’Inter, invece nonostante ciò, lo ha fatto. Pensate con me che quello che lui aborriva qui, cioè a quel famoso conflitto di interesse, in questo caso ci sia passato sopra infischiandosene comodamente, essendo come abbiamo già accennato tifoso interista dichiarato, amico di Moratti e subito dopo nominato dall’altro amico Tronchetti Provera presidente Telecom. A questo punto chiudo senza ulteriori commenti, ma soltanto con le frasi di un certo Jose Mourinho, a proposito degli scudetti nerazzurri, rivolte alla squadra negli spogliatoi di Bergamo del 18/01/2009, nell’intervallo dopo il risultato di 3-0 per i bergamaschi: «Il primo ve l’hanno dato in segreteria, il secondo lo avete vinto perché non c’era nessuno, il terzo all’ultimo minuto. Siete una squadra di m…». Non mi resta nient’altro da aggiungere se non che la vera Inter effettivamente è descritta qui

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  1. basta vedove inconsolabili di moggi
    16 maggio 2011 alle 15:32

    la ricerchina esposta è parziale e solo allusiva..mancano gli elementi cardine della biografia di rossi che da buna vedova di moggi hai preferito omettere. primo, è più rilevante per il prof rossi e la usa carriera politica e professionale il sodalizio con la famiglia agnelli e con giovanni di cui è stato consigliere personale per più di 30 anni. rispetto ai due anni quale consigliere di amministrazione dell’Inter in quota banche creditrice della gestione pellegrini. il sodalizio era anche privato visto che guido rossi era di fianco a giovanni agnelli sull’aereo che lo conduceva a vedere la mitica finale ad atene con l’amburgo. la prima privatizzazione telecom la descrivi in modo completamente sbagliato mischiando elementi della seconda. ci sono ottim articoli sul sole24ore a rigurdo, molto più documentati di quelli che hai letto su tuttosport. rossi fu nominato da d’alema, che era il suo nuovo punto di riferimento politico, rossi è stato più volte senatore indipendente del pci. da presidente della privatizzazione telecom, il principale beneficiario fu il neo presidente fiat umberto agnelli, che aveva fatto fuori il fratello e montezemolo dalla gestione sia degli affari che della squadra, sostituendoli con due galantuomini di cui uno già pregiudicato e definito da giovanni “il male necessario per combattere lo strapotere di berlsuconi..”..potrei continuare ma visto che non vorrei disarticolare il tuo pensiero debole mi fermo..ad majora..

    • 17 maggio 2011 alle 17:30

      E’ assolutamente evidente che non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. La mia ricerchina non è per niente parziale e allusiva, almeno per quanto riguarda la vita e la carriera di Rossi, in quanto tutto ciò che ha fatto è egregiamente spiegato nei due collegamenti ai quali rimando negli articoli e che sono facilmenti visibili cliccando sulle parole “Guido Rossi” e “qui” colorate di azzurro, nel “Cartone colorato”, in cui viene descritta in maniera abbastanza chiara e comprensibile (forse non per tutti a giudicare dal tuo commento) il suo curriculum vitae, senza tralasciare nulla, anche i passaggi che tu evidenzi come aver lavorato per Agnelli o esser stato eletto da indipendente nelle fila del partito comunista. Questo non cancella la sua fede interista.
      Capisco che aver dovuto ingoiare bile per tantissimi anni porti ad una scarsa lucidità, ma far finta di non sapere o non voler vedere i comportamenti scorretti della propria squadra e dei suoi dirigenti sia per voi “onesti” difficile da accettare, purtroppo la verità è impossibile da cancellare, mi dispiace molto per te e per il tuo fegato, riguardati, ciao.

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