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Archive for febbraio 2010

Telegiornali, notizie, diversità.


Accendi la Tv e ascolti cosa succede nel mondo, con attenzione, cerchi sempre di capire attentamente tutto quello che succede e come viene raccontato. Una delle ultime notizie ascoltate è quella sul maxiriciclaggio attribuito a Fastweb e ad alcuni suoi manager e altri personaggi poco conosciuti alla maggior parte di noi. Parliamo di centinaia di milioni di euro, mica noccioline. Un nome che spicca su tutti è quello di Gennaro Mokbel, effettivamente un bel personaggio da quello che abbiamo avuto modo di vedere dai vari servizi in Tv e sui giornali, e proprio a lui hanno sequestrato oggi una quantità enorme di  libri antichi, fotografie, sculture, quadri, serigrafie di autori famosissimi quali De Chirico, Schifano, Capogrossi, Tamburri, comprati proprio col ricavato di questa attività illecità.

Essendo appassionato estimatore di qualcuno di questi grandi autori ho allungato occhi e orecchie per ascoltare con attenzione e guardare con invidia qualche immagine di questi capolavori custoditi dal signor Mokbel. Effettivamente c’è da rifarsi gli occhi per l’invidia, tantissimi roba, sono talmente tanti che ancora non c’è un numero preciso che li quantifichi esttamente.

Fin qui la notizia che tutti noi abbiamo ascoltato, o meglio che ognuno di noi ha ascoltato in giornali e telegiorali differenti, e a quanto pare ognuno di questi ha dato delle cifre completamente diverse in merito all’attribuzione del valore di tutto il materiale sequestrato. Il problema che  mi ha messo in allarme è che, dato per scontato che riuscire a classificare esattamente il valore di opere d’arte non è certamente semplice e immediato, è facile immaginare delle differenze, ma certamente diventa strano se queste differenze diventano enormi. Sono rimasto completamente esterrefatto guardando il servizio al Tg1 quando ho sentito che il valore attribuito era di parecchie centinaia di migliaia di euro, che credo dia un’idea assolutamente falsa di quello che è il valore reale, cioè molto ma molto più grande. Questa notizia mi ha spinto ad ascoltare allora anche il Tg2 che ha quantificato il valore in qualche milione di euro, cifra che da un’idea diversa del valore dichiarato dal Tg1, ma non escludendo che nel confronto le cifre possano risultare uguali, l’idea trasmessa dalla quantificazione delle due cifre è completamente diversa l’una dall’altra. Allora ho cercato di farmi un’idea personale del valore di questa merce sequestrata e non potendo essere preciso ho fatto un calcolo semplice semplice: consideriamo di dare un valore immaginario minimo a un qualsiasi pezzo singolo e quantifichiamolo in almeno 2000 euro a pezzo, vista la qualità dei pezzi sequestrati non è molto, ora lo moltiplicheremmo per la quantità se ce l’avessimo, quindi ci tocca ricavarla e lo facciamo in maniera approssimativa, considerando che tutte le agenzie parlano di migliaia di pezzi quantifichiamo in 2000 il numero di pezzi sequestrati, a questo punto moltiplichiamo ed otteniamo un totale di 4.000.000 di euro. Questa cifra sembra essere vicina al valore immaginato dal Tg2, ma molto lontana dall’idea che rimane ascoltando invece l’altro Tg. Il problema è che questa cifra, cioè quella calcolata da noi, è sicuramente molto lontana dal valore reale che non può certamente essere questo perché troppo basso, vi ricordo i nomi di qualcuno degli autori: De Chirico, Schifano, per questi autori spendere 2000 euro per una serigrafia sarebbe un affare, se invece stiamo parlando di quadri  allora siamo veramente lontani dal valore che abbiamo usato per farci un’idea, per capirci per un quadro di De Chirico o di Schifano 2000 euro non basterebbero neanche per la cornice.

Allora considerando che il valore da attribuire a tutto il materiale sequestrato è quantificabile in diversi milioni di euro, perché spostare l’attenzione su quello che potrebbe essere il valore delle opere? Forse perché è importante che la gente si concentri sui nomi di coloro i quali saranno sacrificati perché oramai invischiati nell’inchiesta, piuttosto che sulle cifre su cui questi signori riescono a mettere le mani? Immaginiamo che si stia parlando effettivamente di riciclaggio e questa sia in realtà una parte di tutti i traffici che la magistratura e la finanza riescono ad individuare, di che cifre stiamo parlando? Chi c’è dentro a questi traffici? Quanti soldi questi gentiluomini riescono a frodare allo stato? O meglio quanti soldi questi signori riescono a frodare a NOI?

E’ per questo che invito tutti voi a prestare  maggiore attenzione nei prossimi giorni a come verrà gestita la notizia per capire se è interesse di questo governo fare in modo che l’attenzione sulla cifra sia messa in secondo piano rispetto al resto. E’ importante questo perché è assolutamente impossibile che quando le cifre sono così alte le responsabilità possano essere di pochi individui e magari del calibro di Di Girolamo. L’aver voluto minimizzare la cifra al Tg1, telegiornale nell’occhio del ciclone per il suo modo di fare informazione,  mi ha insospettito, nessun cronista, neanche il più ignorante, avrebbe potuto quantificare il valore di tutto il materiale parlando di diverse centinaia di migliaia di euro e non di milioni di euro. E comunque tutto quello che passa nel Tg viene pesato e vagliato attentamente, quindi usare questa cifra ha un significato preciso perché alleggerisce l’attenzione su un qualcosa che agli occhi di tutti noi potrebbe avere un valore secondario.

Vigilare gente, vigilare, su quanti soldi questi delinquenti stanno mettendo le mani rubandoli anche alle nostre tasche?

Protetto: L’immortalità

15 febbraio 2010 Inserisci la tua password per visualizzare i commenti.

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Colloquio immaginario


-Ma va là, ma cosa dice, ma quale mafia, ma se la mafia non esiste cosa vuole che abbia mai potuto fare.

-Ma come, lei vorrebbe farmi credere che non crede che la mafia esista? Dice davvero?

-Ma va là, ma lei per caso guarda Annozero evidentemente, altrimenti saprebbe che la mafia è tutta un’invenzione. Ma ovviamente per uno come lei che viene indottrinato da Santoro e da Travaglio non mi sarei potuto aspettare altro. Ora immagino che mi dirà che il nostro presidente del consiglio è anche lui un mafioso così come lo si dice dei suoi collaboratori, non mi stupirebbe affatto.

-No no, il fatto è che io Annozero lo guardo, è vero, ma che il presidente del consiglio e  i suoi collaboratori siano quantomeno in combutta con la mafia così come lo sono con la P2, per me è una certezza che nasce prima,  non certamente da Annozero, lì trovo semplicemente qualcuno che la pensa come me, nient’altro.

-Avrei dovuto immaginare una risposta  simile, voi comunisti cercate sempre di accusare il nostro premier perché siete invidiosi della posizione che è riuscito a raggiungere con le proprie forze  e cercate in tutti i  modi di destituirlo, in barba alla maggioranza degli italiani che lo ha eletto al governo del paese.

-Mi scusi sa, ma su questa storia che sia la metà degli italiani che l’ha votato a me non tornano i conti, approfitto anzi del lavoro fatto da una mia amica in proposito per farli quadrare finalmente una volta per tutte, quindi la prego di leggere con  attenzione  questo  piccolo calcolo fatto con assoluta precisione da qualcuno che ha avuto più pazienza di me, legga legga.  Ah, dimenticavo,  mi saluti il sire, e che si riguardi eh, sa  con  tutte  quelle  donne alla sua età…

Noi amiamo Silvio (non tutti però)


Come è vero che la pubblicità è l’anima del commercio. In questi giorni è uscito nelle edicole italiane il libricino del nostro caro presidente del consiglio “Noi amiamo Silvio” e pare, anche se non sta andando a ruba, che si stia vendendo bene. Trovo che questa operazione di marketing sia veramente fantastica, dico tutto ciò con un’evidente invidia, sostenuta dalla consapevolezza di vivere in un mondo così incredibilmente pieno di boccaloni e di quanto io sia incapace di approfittarne. Così mi chiedevo quanti siano quelli tra di voi che abbiano deciso di privarsi di nove euro e novanta, in questi tempi di crisi, da destinare a questo fantastico libretto pieno di fotografie, molte delle quali abbondantemente taroccate, con le immaginette di Silvio in mezzo ai fans, osannato dalle folle.

Immagino i visi pieni di compiacimento di ritorno dall’edicola con il prezioso souvenir, tutti con il desiderio di mostrarlo subito ad amici e parenti, pronti poi ad esporlo in casa ben in vista in libreria o  tra le cose più preziose, pronti poi a sfoderarlo, come i mitici filmini del matrimonio,  ai poveri malcapitati in visita.  (A dire il vero questo pensiero mi mette una certa  ansia, chissà che un domani non sia tra questi fortunati, nella vita le botte di culo sono sempre dietro l’angolo no?)

Immagino anche il rammarico di molti, costernati dall’idea di non possedere anche una copia della ormai famosa statuetta del duomo di Milano, testimone per sempre di un attentato entrato nella storia della nostra Repubblica, pensate al valore che potrebbe avere l’accoppiata, una collezione che col tempo acquisterà di certo un valore inestimabile. Se poi avessimo conservato anche quel famoso libretto, quello regalato a tutti noi italiani sempre dal nostro beneamato Silvio qualche anno fa, allora si che potremmo essere certi  di possedere un pezzo di storia da tramandare ai nostri figli, l’evoluzione dell’Italia ai tempi di Re Silvio, Re anche in tempo di repubblica, amato da tutti tranne che dai comunisti, specie ormai in estinzione nel mondo, esistente soltanto in Italia con l’unico scopo di regalare la soddisfazione al nostro sire di avere ancora dei nemici così facilmente identificabili.

A pensarci bene forse invece di cianciare dovrei farci un pensierino anch’ io, essendo diventato zio da poco, potrei pensare al futuro di mia nipote regalandole qualcosa per la quale mi ringrazierà sempre… forse.