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Fiore all’occhiello…


Sede del gruppo Prada a Tokio

  

Uno dei fiori all’occhiello del made in Italy è sicuramente la moda, un campo nel quale siamo tra i primi nel mondo. Il merito per questo primato è da attribuire senza alcun dubbio alla capacità di moltissimi stilisti che con le loro collezioni tengono veramente in alto la considerazione del nostro paese nel mondo. Come si può non essere contenti di essere rappresentati  da gente con queste capacità. Un campo nel quale siamo indiscutibilmente leader, e certamente tutti quanti noi italiani quando si parla di moda gonfiamo vanitosamente il petto.      

Ma, perché c’è sempre un ma, succede sempre qualcosa che manda tutto per aria distruggendo con estrema facilità tutto quel che di positivo riusciamo a costruire. Proprio oggi campeggia su molti giornali, anche se non molto in evidenza, una notizia che, se confermata, non ci fa fare certamente una bella figura; io voglio riproporla lasciando a voi ogni commento.    

In Giappone Prada ha pensato bene di mandare una lettera di licenziamento a quindici dipendenti che essendo “brutti, vecchi e grassi” con la loro non bellissima presenza, non erano in linea con l’immagine dello stile Prada nel mondo. Non contenti di questi licenziamenti, attraverso l’amministratore delegato Davide Sesia, il gruppo Prada ha fatto sapere alla ormai ex direttrice generale del gruppo in Giappone, Rina Bovrisse, che se avesse voluto mantenere il suo posto di lavoro avrebbe dovuto cambiare pettinatura e sicuramente dimagrire, pare anche che il manager abbia detto alla direttrice che si vergognava della sua bruttezza e che non voleva che i visitatori provenienti dall’Italia la vedessero. Queste le richieste avanzate all’ex direttrice dopo diciotto anni di militanza nel gruppo Prada. Evidentemente un modo carino per ringraziarla dell’apporto della Bovrisse dopo tutti questi anni dedicati all’azienda.    

Per il momento tutta la faccenda è nelle mani dei rispettivi legali che si danno battaglia in tribunale a colpi di denuce reciroche. A questo proposito  il guppo Prada, in una dichiarazione ufficiale, ha sottolineato che  il tribunale giapponese che si è occupato del caso ha dato per il momento ragione al gruppo rifiutando le accuse dell’ ex direttrice, direttrice che dal canto suo ha fatto saper di essere pronta al contrattacco raccogliendo nuove testimoninze a suo favore, affermando anche che questa pratica ha già mietuto altre vittime nell’azienda, prima retrocesse di grado all’interno dell’azienda stessa, e poi licenziate.    

Noi restiamo in attesa di nuovi sviluppi, commentando soltando con un interrogativo: pensate anche voi che se il licenziamento della manager fosse dovuto ad altro, scarsa capacità ad esempio, avrebbe scelto una scusa così poco credibile e difficile da dimostrare, per difendersi dal licenziamento?

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