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Israele, il popolo di Dio…


Dopo la vergognosa aggressione dei soldati israeliani alle navi di Freedom Flotilla cariche di aiuti umanitari come medicinali, generi alimentari, cemento, necessari alla popolazione palestinese, sentire oggi un commento come quello dell’on. Mantica, sottosegretario agli affari esteri, quindi voce ufficiale del nostro governo, mette veramente tristezza. Pensare di essere rappresentato nel mondo da gente simile e che porta queste tesi a conforto di un gesto veramente ingiustificabile non può però cancellare il ricordo che, in tempi diversi e da rappresentanti diversi, il nostro paese ha per fortuna lasciato un’impressione migliore agli occhi del mondo e questo credo sia il momento giusto per ricordarlo attraverso questo video. Confrontate quale sia l’Italia che vi rappresenta di più, io non ho alcun dubbio.

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Sommersi fino agli occhi


Pare che nel decreto sulle intercettazione ci sia veramente una chicca, inserita tra le righe, l’ho cercata nell’elenco pubblicato sul sito del senato e sul sito del pdl, ma non sono riuscito a trovarla, spero che siano delle voci infondate e non sia realmente presente un emendamento in cui si stabilisce una cosa inimmaginabile e di per sé veramente ignobile il principio che non si potrà arrestare chi compie atti di violenza su minori di lievi entità.

Lievi entità??!!!! E che cazzo vuol dire lieve entità?

Ma in che mondo mi ritrovo a vivere?

Dov’è quel mondo giusto e rispettoso della libertà che sento decantare ogni giorno dalla tv e da questi patetici fogli di carta che si definiscono giornali?

La realtà è che io vivo in un paese in cui una banda di porci stabilisce che un reato così tremendamente inaccettabile venga innalzato ad attività lecita.                                                  A chi poi, e perché è venuto in mente di presentare un emendamento simile se non per proporre un’ancora di salvezza per tutti quei casi di preti pedofili che stanno venendo fuori ogni giorno? 

Forse che questo sentimento di indignazione che vedo sempre comparire DOPO, sempre e soltanto dopo ogni volta che si scopre un caso di stupro o dopo l’ennesimo caso di pedofilia commesso da qualche altro maledetto prete, sia l’unica cosa possibile?  

Mi dispiace questo non è affatto un paese civile, questo è soltanto un paese sopraffatto da preti e lobbysti, in cui l’unica cosa che emerge è la propaganda, data in pasto ad una moltitudine di allocchi tra il Grande fratello e Striscia la notizia, allocchi che vogliono essere governati senza che nessuno li disturbi, loro non hanno voglia e tempo di occuparsi anche di questo, non hanno forse votato per delegare qualcun’altro?

Ebbene tenetevelo stretto questo paese se vi piace così tanto e continuate a gratificare col vostro voto questi rappresentanti, ma auguratevi che un domani non siano i vostri figli a diventare vittime di queste bestie, perché allora, e soltanto allora vi accorgerete di essere stati complici con il vostro silenzio, ma sarà troppo tardi, la violenza sui minori non conosce “la lieve entità“, stronzi

E io pago


“Noi non faremo macelleria sociale, mente chi dice che con i nostri provvedimenti metteremo le mani nelle tasche degli italiani.”

Pressappoco sono queste le dichiarazioni del nostro primo ministro pochi giorni fa all’uscita delle prime indiscrezioni sulle misure scelte nella manovra economica.

sim sala bim

La prima impressione è che come al solito abbiamo ascoltato le solite balle, considerando che la manovra si aggirerà sui 24 miliardi di euro e immaginando che i soldi non si trovino come i funghi nei boschi ma prendendoli o togliendoli dalle tasche di qualcuno, nelle nostre tasche qualcuno metterà sicuramente le mani, a meno che non si chieda aiuto a Silvan che cercando nei suoi cappelli non riesca a trovare qualcos’altro oltre ai conigli e alle solite colombe, anche se dubito fortemente che possa trovare più di qualche spicciolo.

In tutti i talk show si discute sull’equità di questi provvedimenti e quali frutti possa portare; tanti personaggi e tante facce in mostra tranne quella di Silvio. Questo dimostra inequivocabilmente due cose:

 La prima che il presidente del consiglio non voglia in nessun modo presentarsi al paese per annunciargli di persona la necessità di dover sostenere questi sacrifici dopo aver lungamente evitato di parlare di crisi anzi negandone spesso l’esistenza e parlando semmai di una fase di ricrescita (forse pensava al suo nuovo toupè), e perciò ha riesumato un desaparecido del video come Gianni Letta (un usato sicuro) per annunciare la necessità di sacrifici, probabilmente ritenendolo uno dei pochi adatti, se non l’unico possibile viste le bufere in corso per molti altri esponenti di partito(anche se non è escluso che in futuro possano interessare anche lui).

La seconda è l’ennesima conferma di quale sia la tattica scelta per poter continuare a presentarsi agli elettori basandosi non sul regolare svolgimento della vita politica che inevitabilmente obbliga a delle scelte che potrebbero metterlo in cattiva luce nei confronti del proprio elettorato, ma basandosi invece su delle strategie di marketing, completamente mutuate dalla politica americana che ormai si basa sui comportamenti da tenere per mostrarsi sempre nel modo giusto, evitando di lasciare un cattivo ricordo dei propri interventi, anche mentendo se necessario.  Piuttosto si potrà sempre negare di aver mentito, perché anche in presenza di prova televisiva, ormai in Italia è sperimentato, quello che conta è l’effetto al momento della dichiarazione e non più il dopo. Se ci dovessero essere degli effetti negativi a quelle dichiarazioni si valuterà in un momento successivo, in cui comunque si saranno già incassati gli effetti positvi della prima menzogna.

E’ così che il nostro Re è andato avanti finora, ed insieme a lui tutto il nostro governo, probabilmente però sono in arrivo momenti difficili non soltanto per noi, e questo modo furbetto di stare al potere incomincia a mostrare qualche falla. Che la situazione non sia proprio rosea come ci veniva descritta è evidenziata dal fatto che altre nazioni ben più ricche di noi, quali la Francia e la Germania, abbiano deciso di affrontare questa crisi mondiale con delle manovre finanziarie molto più pesanti della nostra, valutando anche delle misure che prevedano delle prospettive di crescita, che a quanto pare non sono invece previste nella nostra finanziaria.

Evidentemente il nostro Giulio Tremonti, ritiene, in accordo col primo ministro, che non abbiamo bisogno di sostegni per la crescita economica nel nostro paese, abbiamo forse dimenticato che il nostro paese sta meglio degli altri e che la crisi era tutta un’invenzione di alcune Cassandre comuniste?

 Ma osservando non tanto la nostra manovra bensì quella di Francia e Germania, sorge spontanea una domanda: dopo aver fatto questi pesanti sacrifici l’Italia avrà la forza per risollevarsi oppure, mancando misure di sostegno alla crescita che comunque costerebbero da un lato maggiori sacrifici per gli elettori mentre dall’altro il rischio di sconfitta per il governo, sarà di nuovo costretta a ricorrere ad ulteriori provvedimenti tampone facendoci pagare  il costo di questa codardìa della nostra classe dirigente? 

Il video che segue non c’entra nulla, forse, con l’argomento trattato, ma serve a ricordarvi chi è il nostro primo ministro e qual’è il criterio di scelta dei suoi collaboratori, del modo sfacciatamente televisivo che usa per le proprie rappresentazioni politiche, quale sia la considerazione che ha per le donne del suo governo, cioè veline da mostrare al pubblico, e per ultimo il suo modo signorile e moderno di apostrofarle con la scelta di simpatici nomignoli, non è forse lui pur sempre il Cavaliere?

Nonostante la classe dirigente…


LA CENSURA. Di cosa parla Maria Luisa Busi? di censura ovviamente, di come un telegiornale nazionale come il Tg1 faccia scomparire o cambi le notizie per evitare di trasmettere cose non gradite al capo di questo governo di regime.

Ma come si può pensare in un mondo come il nostro di far sparire totalmente le notizie scomode? Troppe le fonti da zittire, non è più possibile far scomparire tutto, bisognerebbe impadronirsi di tutte le fonti, chiudere tutte le vie, compreso internet, come in Cina, in Russia,  in Bielorussia. Potrebbe accadere anche da noi? o sta già accadendo?

MANTENERE IL CONTROLLO. Oppure: è importante, e quanto lo è, riuscire a mantenere il controllo di alcune fonti di informazione? Qualcuna di proprietà del premier o quantomeno della famiglia, ognuna delle quali evidentemente rivolte ad un bacino di utenti ben preciso, quelli più fedeli e vicini al credo che si vuole diffondere, o ai più vulnerabili, i più creduloni, tutti coloro i quali sono ancora convinti che non si possano raccontare volutamente notizie false ed artefatte e sono piuttosto dell’idea che ad essere falso e mentitore sia chi lancia queste accuse non chi lo tiene all’oscuro dei fatti. In fondo questi boccaloni sono pur sempre degli elettori, ed è proprio attraverso di essi che si deve passare per poter essere legittimati al comando. Almeno così è stato finora.

OOPS… O è così oppure è incomprensibile come si possa restare sulla propria poltrona facendo un’informazione così artefatta. Come è possibile continuare a perseverare come fa Minzolini respingendo le accuse della Busi e un attimo dopo nascondere in modo così palesemente falso una dichiarazione come quella rilasciata da Elio Germano, fresco vincitore della Palma d’Oro, facendone scomparire l’audio come se fosse un incidente tecnico, togliendo ai telespettatori la possibilità di ascoltarla direttamente salvo poi comunicarla attraverso lo speaker cambiando “accidentalmente” un verbo da presente indicativo a passato prossimo.

E comunque, anche mettendo da parte il verbo, differenza sottile ma di sostanza, provate a fare una cosa: ascoltate prima la versione originale, poi ascoltate quella del Tg1, attentamente, e adesso ditemi se la notizia mantenga la stessa forza oppure se nel secondo caso perda di sostanza, se la nostra attenzione non venga deviata prima dallo stupore per il mancato ascolto e poi distratta dall’evidente imbarazzo del conduttore costretto “incidentalmente” a comunicarci la notizia a voce. In pochi attimi e in poche e studiate mosse questo modo di fare informazione produce i risultati voluti da chi la confeziona, proponendo, in caso di proteste, anche la scusa (ridicola) dell’incidente tecnico. Certo, direte voi, sarebbe una scusa ridicola, chi volete che ci creda… eppure qualcuno che ci crede ci deve pur essere, anzi sicuramente c’è, perché a ben vedere anche in giro per la rete molta gente dà credito a Minzolini piuttosto che alla Busi, tacciata di essere un’ingrata, una che sputa nel piatto in cui ha mangiato per anni.

Allora dove sta la verità? Molti di noi lo sanno perfettamente, lo hanno capito da tempo, purtroppo a quanto pare questo modo di fare informazione, anche negando delle evidenze di fatto, porta i suoi frutti e chi la gestisce lo sa perfettamente quindi non si scompone affatto anche quando ricorre a queste manomissioni, a questi tagli, a questi comportamenti da vecchio regime.

Chiudo lanciandovi un quesito: quanti di voi che condividono almeno in parte queste poche righe sarebbero disposte a mettersi nei panni di Minzolini e a comportarsi nello stesso modo dietro il pagamento di un lauto stipendio?

I “cabasisi” di Bersani


E’ ormai certo che il linguaggio usato nella vita di tutti i giorni dalla gran parte degli italiani sia diventato linguaggio corrente anche da personaggi pubblici e in occasioni in cui l’uso di certe parole o espressioni “forti” non sia esattamente consigliato.

Eppure è strano come a volte proprio quel linguaggio serva e nello stesso tempo risulti indispensabile per esplicitare nella maniera esatta il giudizio su modi o comportamenti che descritti in maniera più consona non risulterebbe altrettanto efficace.

L’esempio più recente di questo uso un po’ forte del linguaggio parlato è certamente quello dell’onorevole Bersani, che ha avuto modo di descrivere in  maniera  chiara e inequivocabile con una espressione ormai abusata nel quotidiano di noi tutti a volte anche soltanto mentalmente, il comportamento del ministro Gelmini nei confronti di una classe di lavoratori nel mirino del governo quale fruitrice di un trattamento privilegiato, sia per lo svolgimento del proprio lavoro che per la retribuzione percepita.

Qualcuno ha arricciato il naso nel sentire questa espressione un po’ forte da parte di Bersani, ma siamo sicuri che, per quanto effettivamente molto colorita, renda esattamente l’idea.

Meditate gente… meditate!


Maria Luisa Busi alla fine non ce la fa più e decide di non prestare più il proprio volto alla conduzione del Tg1 delle 20,00, e lo fa scrivendo una bellissima lettera al suo direttore Minzolini. Una lettera che descrive perfettamente lo stato dell’informazione in questa Italia di regime.

Siamo sicuri che questo gesto non porterà nulla oltre l’ovvia indignazione di una parte di quegli ascoltatori che ancora credono che  informare sia innanzitutto un dovere per una azienda come la RAI, che, godendo del pagamento di quel famoso canone sborsato da tutti i cittadini, dovrebbe spiegare attraverso i servizi e le inchieste quale sia la realtà nel paese in cui viviamo raccontando i veri fatti, o quantomeno anche quelli e non soltanto la propaganda.

Una cosa è comunque certa, non tutti ormai sono interessati alla realtà della vita quotidiana, ai racconti dei precari che arrancano con difficoltà, ai licenziamenti o alla chiusura di moltissime imprese a causa di questa crisi che per qualcuno altro sembra invece non esistere.

 Dopo anni di risciaquo mentale con programmi d’eccellenza come “Uomini e donne”, “La pupa e il secchione”, “L’isola dei famosi”, “Grande fratello” e tantissimi altri, alla maggioranza degli italiani ormai non interessa più essere informata sui fatti, preferisce piuttosto sognare un mondo fantastico al quale non potrà mai partecipare se non vincendo al superenalotto o a qualche lotteria. Questo è uno specchio delle condizioni in cui si vive in un paese ed è provato da studi e ricerche che sottolineano come, quando la realtà sociale diventa troppo dura e l’asticella del benessere si abbassa di qualche tacca, la gente, impossibilitata a cambiare la propria condizione di vita, cerchi conforto nel gioco sognando di poter vivere  quella vita finta propinata dalla Tv, dimenticando per un attimo l’amarezza della propria esistenza. Distrutti nella quotidianità della vita reale, i disoccupati, i cassintegrati, gli sfruttati, stordiscono i loro malanni sognando un’altra vita invece di vivere la propria lottando per cambiarla, proprio un bel risultato non c’è che dire! Una dichiarazione di resa in attesa dell’evento (la classica botta di culo) che per puro caso potrà dare finalmente una svolta, accettando intanto a capo chino la sottomissione al potere degli altri, quelli più forti, quelli che decidono delle vite altrui depredandoli per arricchire la propria.

E’ anche in difesa di costoro che Maria Luisa Busi prende la sua decisione, dissociandosi da questo modo di gestire il potere dell’informazione, bene primario in qualunque paese che si voglia definire civile. Capiranno quest’ultimi il valore e la qualità del gesto? Ne dubito fortemente, e lo dimostrano i risultati elettorali che continuano a premiare “La cricca” anche quando le evidenze del malaffare risultano evidenti persino agli occhi degli elettori del PDL. E “La cricca” spreme ben bene anche loro, mica soltanto gli elettori dello schieramente opposto, ma tant’è. 

Siamo evidentemente avviati verso una china che, con l’addormentamento delle masse, succhierà man mano tutte le risorse del paese a favore di pochi eletti, fino al punto di non ritorno, Argentina docet.

Non servirà a molto, ma non potendo fare altro oltre che levare la mia voce di dissenso, nel mio piccolo tengo le dita incrociate sperando che l’ingordigia di questi maledetti si fermi un momento prima dell’inevitabile crac, salvando il futuro di quelle generazioni che saranno costrette ad addossarsi il peso della ricostruzione.

E non crediate che sia impossibile che accada, questo è successo in Argentina nel 2008, un paese ricchissimo di risorse molto più dell’Italia, impoverito dalla grande piovra U.S.A. che si è appropriata dei beni degli argentini gestendo il potere dello stato attraverso dei fantocci che ha provveduto ad arricchire per mantenerne il controllo, e questo invece è successo in Grecia pochi giorni fa.  La Grecia, stessa faccia stessa razza, pensiamo veramente di essere così ricchi e che a noi queste cose non possano accadere?

Hanno vinto tutti, tranne noi


Questa è la differenza tra la vita e il racconto…

In queste poche parole c’è tutto il commento dei risultati di queste ultime elezioni, la vita ci ha dato una risposta, netta, precisa; il racconto invece ci parla di un altro risultato, malleabile, confacente alla nostra volontà di vincitori comunque, anche se perdenti. Il racconto: la propaganda; esattamente quello che serve per buttare fumo negli occhi di chi segue, di chi vota, di chi crede nella falsa propaganda, indispensabile per dare un’illusione di vittoria, per riuscire a mantenere il POSTO, quella fantastica poltrona per cui si lotta tutti, e che finisce per diventare proprietà di pochi.

I pochi, gli unici vincitori, proprietari delle poltrone conquistate con i nostri voti, con la nostra condiscendenza, il nostro comodo delegare.

Ma questo, dicevamo, è soltanto il racconto, la vita dice altro. La vita in questo caso ci dice che FINALMENTE c’è un segno di tangibile protesta, una protesta forte, la protesta di chi si è astenuto, di chi ha scelto di far sentire veramente la propria voce  di dissenso, stanchi di ascoltare il solito racconto moltissimi hanno deciso finalmente di urlare al paese la loro voce muta di protesta.

Certamente in un sistema rappresentativo basato sul voto, il non votare può sembrare una sconfitta, così come ci viene raccontato da tutti colori i quali vivono con i nostri voti, in reltà è il cavallo di troia del sistema, la leva, l’unica, che può distruggerlo. Un sistema che ormai vive solo per sé stesso, dimenticando la funzione per cui nasce, quella di rappresentare gli interessi di tutti, tutti quanti, il famoso interesse comune. E’ per questo che credo stia pian piano arrivando il momento di aumentare la forma di protesta nei confronti di questa classe politica che oramai ha finito per assomigliarsi, si è totalmente  uniformata al perseguimento di un interesse che coinvolge innanzi tutto i loro di  interessi, perpetuando la loro discendenza,  poi, se ci sarà il tempo, si cercherà di risolvere anche gli interessi di tutti.

Mai avevamo assistito ad una campagna elettorale come questa in cui si è parlato di tutto tranne che dei problemi da affrontare, ormai si vive soltanto di slogan, non c’è più la politica del confronto sui fatti, ma soltanto sul “faremo questo, faremo quello”, comanda la TV che propone questa propaganda vuota, parole parole parole, intanto i ricchi diventano più ricchi mentre i poveri diventano più poveri aumentando sempre di più.  L’esempio vivo è, ai nostri occhi, il livello al quale la politica è arrivata da quando abbiamo al comando un sire inseguito dalla legge, che lotta per sé stesso prima che per tutti noi. A lui si è aggregata tutta una maggioranza che sa di valere zero senza questo capo come collante, e che a questo capo si prostra come zerbino, calpestando per l’interesse del capo gli interessi dei cittadini.

E’ contro questo modo volgare ed arrogante che si alza la voce dell’astensione, sempre più forte, sempre più viva, quell’astensione che descrive la sconfitta di questi ridicoli rappresentanti di sé stessi, di questi interpreti della famosa favola del Re nudo, quelli che cercano ancora di nascondere la sconfitta del loro mandato di rappresentanti del POPOLO!

Ma come ormai siamo abituati ci toccherà ascoltare ancora il RACCONTO… non la vita, quella che scriviamo noi, quella vita alla quale dedichiamo tutti i nostri sforzi ed in cui spesso finiamo per soccombere  per colpa di qualche maledetto cantastorie.

 Ma questa è la vita ed anche per questo vale la pena di essere vissuta.

Salutiamo i vincitori, questi per il momento sono ancora i nostri rappresentanti, se pensate anche voi di volerli come alleati siatene felici.

 Io non posso che augurare buona fortuna a tutti noi.