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I “misteri” della fede


Leggi leggi leggi, ma qualche particolare ti sfugge sempre. Oggi trovo questa notizia sul fratello di Papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger, che si scusa per aver anche lui a suo tempo distribuito diversi ceffoni ai suoi coristi. Ma, ci tiene a sottolineare, che questo accadeva soltanto quando gli allievi “passerotti” non riuscivano a raggiungere i risultati da lui voluti, facendolo in qualche modo sentire depresso. Certamente però lui non ha mai percosso i suoi allievi fino a produrgli lividi o eventuali lesioni, così afferma “Georg la mano di Dio”, probabilmente stava soltando sperimentando una nuova cura per la depressione. In ogni caso gli preme anche sottolineare che  quando all’inizio degli anni ’80 in Germania una legge proibì l’uso delle punizioni fisiche, lui vi si attenne scrupolosamente e si sentì perciò sollevato dal non dover più ricorrere all’uso di punizioni corporali verso i suoi allievi.

Ecco, è proprio questo particolare che mi lascia abbastanza perplesso: ma come, un prete ha bisogno che sia una legge ad imporgli l’uso della non violenza?

Sarà forse il caso che qualcuno spieghi a padre Georg Ratzinger su quali principi si basano le fondamenta della Chiesa?

Forse no, probabilmente lui questi principi li conosce già, il problema è che a volte è certamente più facile pontificare salendo sull’altare col dito alzato per condannare tutti, pedofili, omosessuali, abortisti e chi più ne ha più ne metta, dimenticandosi invece di rivolgere uno sguardo verso sé stessi ed in casa propria.

E già, purtroppo però ogni tanto padre Georg, come tanti suoi colleghi quando pontificano, dimentica una raccomandazione del Capo, “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”, o probabilmente invece conoscendola bene cerca di ignorarla per evitare di dover restare MUTO.