Archivio

Archive for the ‘Varie ed eventuali’ Category

I “cabasisi” di Bersani


E’ ormai certo che il linguaggio usato nella vita di tutti i giorni dalla gran parte degli italiani sia diventato linguaggio corrente anche da personaggi pubblici e in occasioni in cui l’uso di certe parole o espressioni “forti” non sia esattamente consigliato.

Eppure è strano come a volte proprio quel linguaggio serva e nello stesso tempo risulti indispensabile per esplicitare nella maniera esatta il giudizio su modi o comportamenti che descritti in maniera più consona non risulterebbe altrettanto efficace.

L’esempio più recente di questo uso un po’ forte del linguaggio parlato è certamente quello dell’onorevole Bersani, che ha avuto modo di descrivere in  maniera  chiara e inequivocabile con una espressione ormai abusata nel quotidiano di noi tutti a volte anche soltanto mentalmente, il comportamento del ministro Gelmini nei confronti di una classe di lavoratori nel mirino del governo quale fruitrice di un trattamento privilegiato, sia per lo svolgimento del proprio lavoro che per la retribuzione percepita.

Qualcuno ha arricciato il naso nel sentire questa espressione un po’ forte da parte di Bersani, ma siamo sicuri che, per quanto effettivamente molto colorita, renda esattamente l’idea.

Una luce in fondo al tunnel


Insomma, se era importante lanciare un segnale, credo proprio che questo segnale sia stato lanciato ed abbastanza forte, pare. Non solo live streaming, ma anche migliaia di gente in piazza, e anche tantissime radio, ed il satellite: Current Tv.

Sarà mai che di colpo ci si risveglia tutti? Finalmente si sente qualcuno parlare di quello che sta succedendo in Italia.

E’ strano quello che sta accadendo, sembra quasi che si stia parlando dell’Uganda, o del Congo, o del Cile di Pinochet, o dell’Argentina dei colonnelli, invece stiamo parlando dell’Italia, e ai voglia di dire che sono solo quattro gatti comunisti che protestano, comunque anche se fosse, non sono soltanto quattro gatti, per fortuna.

Ce lo stiamo sognando forse? Purtroppo no, lo stiamo vivendo in diretta, e siamo sul serio in Italia, paese democratico o almeno così pensiamo che sia. Lo resterà? Lo speriamo un po’ tutti.   

Oggi in fondo siamo tutti più sicuri che in quest’epoca di comunicazione anche attraverso internet, limitare l’informazione stia diventando molto più difficile, non si può più zittire tutti con estrema facilità, per fortuna. Sembra di vivere un momento storico, partecipando anche soltanto idealmente. Siamo in tanti, si, e l’impressione è che siamo più di quello che dicono i sondaggi, più di quel 40% che dovremmo rappresentare, e l’impressione è  anche che con questi modi questo 40% tenda a moltiplicarsi.

Quali modi? Beh, i modi di chi mente sapendo di mentire, ed in modo incredibilmente subdolo e doloroso anche quando fa affermazioni di questo tipo: “Nei prossimi tre anni di lavoro che ci attendono vogliamo anche vincere il cancro…” . Un uomo che specula sulle disgrazie di molti poveri cittadini che lottano soffrendo, in un paese come l’Italia con una sanità ancora più ammalata degli stessi pazienti in moltissime regioni, si permette affermazioni così soltanto per aggiudicarsi un misero voto. Se mai ce ne fosse stato bisogno, sono certo nell’affermare di non aver mai assistito in tutta la mia vita ad un personaggio così tristemente malvagio, irrispettoso, abietto e mentitore.

E io pago…


Notizia fresca fresca ma decisamente già vecchia in quanto già percepita da tempo: Tg1 e Tg5 hanno fornito un’informazione gravemente squilibrata a favore del PDL rispetto al PD e ancora di più nei riguardi di nuove liste presenti in questa ultima tornata elettorale. Fin qui decisamente nessuna sorpresa, il fastidio nasce dal fatto che l’Agcom (ricordate ?) ha comminato una multa di 100.000 euro ognuno ai due Tg, ma se il Tg5  è privato e quindi la multa la paga la famiglia Berlusconi, perché con la mia parte di soldi pagata per il canone Tv io devo pagare per colpa di una cattiva informazione perpretrata ai miei danni da  “linguacciuti” direttori agli ordini del premier?

E poi secondo voi sono sufficienti 100.000 euro di multa rispetto alle conseguenze che questo squilibrio porta nell’informazione italiana?  Quanto costa uno spot elettorale che dura pochi secondi e lascia una traccia leggera nel panorama dell’informazione politica rispetto ad un lavoro di  informazione  assolutamente  squilibrato a  favore  di  una parte  politica  su  un  telegiornale  nazionale  tra  i  più seguiti   in  Italia? Siete  d’accordo  con  me  che  i  100.000 euro sono una cifra ridicola rispetto al danno fatto? Certo, oltre alla multa in denaro i Tg  dovranno  attuare un immediato riequilibrio entro  la  chiusura  della  campagna elettorale, pensate anche voi come me, che non sarà cosi?

Riequilibrare l’informazione televisiva entro pochi giorni significherebbe vedere nei Tg una presenza forte sia del PD che delle nuove liste, che molti di noi neanche conoscono, a discapito del PDL.

Io sono fermamente convinto che non andrà affatto così, anzi accetto scommese al riguardo.

Libera rete liberi tutti


Notizia che se confermata è assolutamente preoccupante quella anticipata dal China business news e che riguarda il probabile abbandono del territorio cinese da parte di Google entro il 10 aprile di quest’anno. Evidentemente le pressioni esercitate dal governo cinese sul motore di ricerca più famoso e più usato nel mondo hanno superato i limiti possibili per fornire un servizio accettabile ad una clientela, quella cinese, che deve sottostare ad una censura preventiva soffocante. A questo si unisce anche la violazione di diverse caselle di posta gmail riferite a diversi attivisti per i diritti umani, diritti che effettivamente in Cina sembrano necessitare di una maggiore attenzione internazionale.

Abbandonare questo mercato per Google non sarà del tutto indolore perchè, così come capita ormai in tutti paesi del mondo, anche in Cina occupa una posizione dominante con un controllo del 25-30% del mercato, quindi una rinuncia a diversi milioni di dollari di fatturato. Sarebbe importante riuscire a conoscere i veri motivi di questa decisione visto che i suoi principali concorrenti, Baidu il principale motore di ricerca cinese e Bing il motore di ricerca Microsoft, non avranno evidentemente nessuna difficoltà ad accettare tutte le limitazioni imposte dal governo.

Certo che essere arrivati nel 2010 per scontrarsi ancora con comportamenti di repressione sull’informazione così forti, ci da un’idea precisa di quanto possa essere importante avere accesso ad una corretta informazione,  un’informazione che non venga filtrata dall’alto, che ci dia la possibiltà di valutare coscientemente gli avvenimenti della vita quotidiana e  poter dare una valutazione su eventuali comportamenti fraudolenti dei potenti di turno, siano essi politici o importanti esponenti del mondo finanziario, che ci permetta così di fare delle scelte personali confrontando i più svariati e contrastanti punti di vista.

Il ministro dell'Interno Maroni

Ultimamente purtroppo anche in Italia abbiamo avuto modo di “apprezzare” degli annunci da parte di importanti esponenti del nostro governo a proposito di una eccessiva libertà del Web. Questo non è certamente un buon segnale, non tanto perché non sia auspicabile un eventuale controllo per quanto riguarda alcuni campi come l’eccessiva facilità di accesso di contenuti pornografici per i minori o l’adescamento di questi stessi minori ancora troppo vulnerabili per il mondo degli adulti, ma proprio perché l’intervento dei così poco accorti membri del governo si è manifestata soltando quando si sono accorti di una presenza su internet di forme di dissenso politico nei loro confronti. Questo metro ci porta a conoscenza di quale sia il modo che questa pseudo democrazia usa nei confronti del diritto alla libertà di informaziane e del modo di esercitarla che tutti i cittadini devono avere in una democrazia liberale.

Li avete mai visti intervenire con un maggior controllo sugli argomenti che abbiamo accennato prima (pornografia, pedofilia) eventualmente anche con accordi mondiali in proposito? NO, ma hanno pensato bene di alzare la voce quando invece si sono sentiti minacciati da libere espressioni di dissenso assolutamente innocue nella sostanza, se non che le stesse, guadagnando successive adesioni avrebbero potuto causare danni nelle manifastazioni tipiche delle democrazie in cui diventa necessaria la partecipazione di tutti per ricevere l’investitura del comando: il voto.

Tutti i cittadini di qualsiasi stato, anche quelli ignari ma sottoposti ad un controllo feroce da parte dei loro governi, pensano e sperano di vivere in un mondo libero da questi condizionamenti, perché nello stesso momento in cui ci si dovesse rendere conto di vivere in un mondo in cui l’ingerenza di un “grande fratello” risulti determinante per le proprie scelte darebbe la consapevolezza di non vivere più la propria vita attraverso delle scelte consapevoli, ma la vita di un pollo di batteria allevato con lo stesso scopo dei polli veri: nutrimento per una classe dirigente, padroni in un mondo di schiavi, allevati per produrre dando loro l’illusione di una vita.

Nel mondo moderno in cui la globalizzazione ha prodotto dei risutati devastanti, non si è ancora riusciti ad esercitare attraverso la rete la stessa forza con cui la magia della televisione è intervenuta per anestetizzare ed inebetire milioni di cittadini inermi,  l’unico modo ancora valido per impedire che la rete non rilasci informazioni è rimasto quello del bavaglio, metodo universale tipico di tutti i governi incapaci di contrastare se non con la forza e l’oppressione le pacifiche forme di dissenso dei cittadini che non sono riusciti ad avere dalla loro parte. Questo comportamento è il filo conduttore di tutti i governi che, al di là di qualsivoglia ideologia politica di destra o di sinistra sotto il cui ombrello hanno cercato di giustificarsi, ha prodotto soltanto regimi.

L’Italia, questo grande paese in cui pensiamo di vivere, è sufficentemente attrezzato per poter contrastare queste forme di oppressione mediatica alle quali veniamo sottoposti quotidianamente e che spesso subiamo senza poter in nessun modo reagire? L’impressione personale è che siamo costantemente studiati e monitorati attraverso i numerosi sondaggi a cui siamo invitati a partecipare, e che se da una parte possono sembrare un modo per esprimere il proprio parere in modo libero, dall’altro vengono usati scientificamente per programmare nel “momento giusto” eventuali interventi del governo.

Nel mio piccolo ho avuto modo di costatare che anche una voce minuscola come questa è risultata meritevole di attenzione da parte del comando generale dei carabinieri, il mio blog che ha un indirizzo facilmente riconoscibile leggendo qualche post, è stato oggetto di attenzione con una visita poco tempo fa; ribadendo che un controllo in una democrazia è sempre auspicabile come garanzia di libertà, lo stesso mi auguro che questo controllo non serva un domani per diventare strumento di oppressione nelle mani di chi lo esercita.