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E io pago…


Notizia fresca fresca ma decisamente già vecchia in quanto già percepita da tempo: Tg1 e Tg5 hanno fornito un’informazione gravemente squilibrata a favore del PDL rispetto al PD e ancora di più nei riguardi di nuove liste presenti in questa ultima tornata elettorale. Fin qui decisamente nessuna sorpresa, il fastidio nasce dal fatto che l’Agcom (ricordate ?) ha comminato una multa di 100.000 euro ognuno ai due Tg, ma se il Tg5  è privato e quindi la multa la paga la famiglia Berlusconi, perché con la mia parte di soldi pagata per il canone Tv io devo pagare per colpa di una cattiva informazione perpretrata ai miei danni da  “linguacciuti” direttori agli ordini del premier?

E poi secondo voi sono sufficienti 100.000 euro di multa rispetto alle conseguenze che questo squilibrio porta nell’informazione italiana?  Quanto costa uno spot elettorale che dura pochi secondi e lascia una traccia leggera nel panorama dell’informazione politica rispetto ad un lavoro di  informazione  assolutamente  squilibrato a  favore  di  una parte  politica  su  un  telegiornale  nazionale  tra  i  più seguiti   in  Italia? Siete  d’accordo  con  me  che  i  100.000 euro sono una cifra ridicola rispetto al danno fatto? Certo, oltre alla multa in denaro i Tg  dovranno  attuare un immediato riequilibrio entro  la  chiusura  della  campagna elettorale, pensate anche voi come me, che non sarà cosi?

Riequilibrare l’informazione televisiva entro pochi giorni significherebbe vedere nei Tg una presenza forte sia del PD che delle nuove liste, che molti di noi neanche conoscono, a discapito del PDL.

Io sono fermamente convinto che non andrà affatto così, anzi accetto scommese al riguardo.

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Parla con me? No, parla chi dico io


Italia, paese della libertà reltiva, ogni giorno di più. Notizia del giorno, piatto forte nel menù di oggi, queste nuove intercettazioni telefoniche in cui il nostro caro presidente del consiglio cerca di far chiudere per l’ennesima volta Annozero. Certamente non una novità, viene da pensare, il problema però e che ci si accorge sempre di più di come  il nostro caro premier cerchi di zittire chiunque racconti delle verità scomode, e fatto ancora più grave, che cerchi di intervenire su Santoro attraverso il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi. Chi è Giancarlo Innocenzi è spiegato qui. Immagino che gli elettori del PDL possano trovare assolutamente normale il comportamento del nostro premier, visto che ormai siamo tutti abituati alle sue invettive contro i sui nemici mediatici (Santoro, Travaglio, Dandini, Floris, e da quest’anno anche la Gabanelli con Report), il probelma è che un conto è usare i Tg della rai come se fossero di proprietà attraverso il direttore di turno, Minzolini, un altro è invece cercare di intervenire sulla soppressione di programmi scomodi attraverso un componente di un’autorità garante come l’Agcom, autorità che nasce per tutelare i diritti di tutti e non quelli di chi, attraverso il potere, cerca di usare un’autorità di garanzia  per zittire voci che disturbano soltanto il manovratore. Per essere chiari: L’Agcom è un’autorità che deve essere a garanzia di TUTTI, della LIBERTA di INFORMAZIONE, deve agire nell’interesse di tutti i cittadini non al servizio dei potenti di turno, altrimenti perdendo la funzione stessa, quella di controllo, per la quale nasce, non avrebbe  più senso di esistere.  

In fondo stiamo acoltando sempre le stesse cose, probabilmente siamo così abituati allo scontro tra il premier e i suoi “nemici” che ormai ci lasciamo scivolare addosso notizie che invece dovrebbere far salire il grado di attenzione su come viene gestito il controllo su tutti i settori dello stato da parte di comanda,  principalmente sull’ informazione, settore fondamentale per mantenere il controllo sulla popolazione tutta. E’ inutile  dire quanto sia di primaria importanza in tutti i regimi riuscire a stabilire il controllo delle notizie; diventa anche banale fare degli esempi su come venga gestita in paesi come la Russia, la Cina, il Venezuela, in cui lo stato riesce a filtrare le notizie scomode cancellandole. Vorrei ricordarvi di come in Cina anche Google sia stato costretto ad eliminare molte informazioni su ordine dello governo e di quante volte molti esponenti di questa maggioranza siano intervenuti dai loro pulpiti contro internet qui da noi. Divertente (forse) pensare che è proprio per questo che questi paesi vengono presi come esempio negativo dal nostro premier che poi invece “a casa sua” agisce nello stesso modo. In Italia c’è un detto che incarna questo comportamento: Predicare bene e razzolare male.

Quello che comunque emerge con forza è quanto possa essere impensabile che in paese democratico si possa pretendere di zittire le voci di dissenso, da qualsiasi parte provengano, perché sono le voci di tutti, anche le nostre. Come si può pensare di essere tutelati vivendo in paese che decide sulle nostre teste cosa sia giusto o sbagliato? Voi vorreste vivere in un paese così? O forse ci stiamo già vivendo? Possiamo fare ancora qualcosa per tutelare i nostri diritti? Vi lascio con questi interrogativi che probabilmente non faranno che alimentare il senso di impotenza, aumentando anche la frustrazione nei confronti di chi, attraverso il nostro voto, finisca, come sempre, per tutelare i propri interessi anziché quelli per cui è stato mandato lì e cioè gli interessi di tutti.

Nient’altro da dire se non consigliarvi di ascoltare ancora una volta questo bellissimo pezzo di Giorgio Gaber, un monito per tutti coloro che guardano l’Italia attraverso la fitta nebbia delle nostre televisioni.