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Posts Tagged ‘conflitto di interesse’

Piange il telefono


Ieri sera zompettando da un canale all’altro in Tv, mi sono imbattuto su La7  in un programma che si chiama “otto|e mezzo”, la prima reazione è stata quella di cambiare subito canale spaventato dalla comparsa sullo schermo di una testa piena di capelli rossi finti in un viso gonfio ed edematoso, con due labbra anch’esse proporzionate al gonfiore generale, d’altronde se sbatti il viso è inevitabile che ti si gonfi tutto no? per farla breve impressionante. Comunque superato lo shock per la testona mi sono fermato a guardare perché incuriosito dai protagonisti del confronto: Carlo Rossella e Giovanni Valentini.

Per chiunque voglia togliersi la curiosità di guardare tutto il programma può farlo andando qui, io mi limito ad estrarre qualche perla.

Carlo Rossella: …ma non esiste il conflitto di interessi… non esiste… dove sta?

e subito dopo

… ma io ho diretto il telegiornale di Berlusconi e non ho mai ricevuto una telefonata da Berlusconi… da nessuno…

Pronto... ah, caro presidente, come sta?

Va bene, ammettiamo pure che Berlusconi non telefonasse a Rossella come fa adesso con Minzolini, questo significa che potevamo stare tutti tranquilli? O siamo liberi di pensare che magari il caro Rossella parlasse direttamente col capo vista la confidenza? O meglio ancora, per chi si ricorda il Tg1 ai tempi di Rossella, magari non c’era bisogno che si parlassero perché il direttore sapeva esattamente cosa trasmettere? Fate un po’ voi, certo che dopo le evidenze degli ultimi fatti con le intercettazioni di Berlusconi con Minzolini o tutte le precedenti con Vespa o con Saccà per raccomandare qualche sua protetta con le due famose intercettazioni (le trovate qui 1 e 2), ci risulta difficile pensare che il premier non si occupi, e personalmente anche, di quello che succede in RAI e di cosa si trasmetta, ma insomma…

Certo che invece, tornando a Rossella, l’unica cosa che mi viene da pensare è quanto conti essere un fedele cavaliere di re Artù senza peoccuparsi di perdere la faccia anche negando delle evidenze di fatto, e poi comunque la faccia è sua e non credo che se uno confonda a volte la faccia con il sedere gliene si possa poi fare una colpa, pensate un po’ anche a Fede (Emilio, dico); in fondo può capitare in questo mondo frenetico, basta distrarsi un attimo e… zaccc…

L’ultima comunque l’ho sentita oggi da un’altra “faccia” cioè Bonaiuti, portavoce del Sire, che intervenendo a proposito delle intercettazioni, indovinate un po’ cosa avrà potuto dire? Ma che, perbacco, con queste intercettazione è ora di finirla. Non siete anche voi d’accordo con lui?

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L’Angelo

11 dicembre 2009 1 commento

Eccoci qua per una nuova puntata de “Gli onesti contro tutti”.

Prima di cominciare, però, vorrei fare una premessa legata a pensieri personali che vorrei comunque farvi conoscere. Sarei curioso di sapere se il personaggio della foto suscita anche a voi le stesse fantasie che suscita in me quando la guardo.  Allora mentre state leggendo queste righe e ricordando la foto, lasciate libera la vostra mente di immaginare a chi potrebbe assomiglire il prof. Rossi, guardatelo bene e ditemi se la vostra attenzione non viene catturata da questo faccione rotondo e gioioso, ho ragione vero? E allora adesso aggiungete una enorma parrucca variopinta e riccioluta, poi immaginate che sia tutto dipinto di bianco, pieno di cerone, ci siete? cosa manca? il naso naturalmente, un grosso naso di plastica rotondo e rosso,  per finire le labbra dipinte anch’esse di rosso con quel sorriso all’insù tipico dei clown. Scusatemi se mi sono dilungato in questa introduzione che non vuole essere derisoria o irriguardosa nei confronti del prof. Rossi , ma semplicemente descrivere quello che mi viene in mente quando guardo le sue foto. Sarà per la sua espressione sorridente e il suo viso rubicondo, ma quando lo guardo, a me viene sempre da sorridere, che posso farci, penso che con quel suo sguardo gioioso trasmetta più allegria di tanti clown professionisti, ma non divaghiamo perché questa volta il compito che ci aspetta è decisamente difficile.

Ci occuperemo adesso di un personaggio chiave nel nostro racconto, che, attraverso la nomina a presidente provvisorio della FIGC, ha regalato il famoso scudetto di cartone alla nostra beneamata. Richiamando il ricordo che molti di noi hanno di Guido Rossi, di cui consigliamo la lettura della sua biografia, balzato agli onori delle cronache per il grande pubblico soltanto nel periodo di calciopoli, tutti vi starete chiedendo quali siano le difficoltà nel raccontare la vita e la carriera del signor Guido. Ve lo spiego immediatamente: nei due casi illustrati in precedenza (Moratti e Tronchetti Provera) non c’è stata nessuna difficoltà nel tracciare il profilo dei soggetti in questione, perché essendo personaggi pubblici e con un comportamento che ognuno di voi ha giudicato secondo coscienza, eravamo riusciti molto facilmente, sopratutto  grazie a loro, a dare un’idea precisa delle loro qualità morali in base ai comportamenti tenuti. In questo caso la difficoltà consiste essenzialmente nel cercare di far conoscere un personaggio sconosciuto ai più, in quanto lontano dalle passerelle mondane, ma nello stesso tempo non toccato da scandali e comportamenti riprovevoli. Sarebbe stato più semplice se la sua biografia fosse stata questa, ma purtroppo per noi non è così.

 Bisogna dire che il professor Guido Rossi gode di un’ottima fama, è molto stimato negli ambienti che usa frequentare in quanto persona molto capace, ha sempre avuto incarichi molto delicati dai quali è sempre uscito a testa alta, e come avrete letto nella sua biografia è autore di molti testi su diritto ed economia. Ma veniamo subito al punto con la lettura di questo articolo, che diventa interessante non tanto perché è un elogio sperticato al professore , ma in quanto in alcuni passaggi ci dice come lui reagisca alla scalata di Unipol su Telecom Italia sostenuta da D’Alema e da Bersani ministro dell’industria. In considerazione del fatto che essendo la collocazione politica del prof. Rossi la stessa dei suddetti signori, tutto lasciava supporre che non interferisse e che l’avrebbe  sostenuta, invece il professore si pronuncia così:  «Un governo dove un ministro ha sponsorizzato la scalata alla Telecom in dispregio alle regole di privatizzazione che si erano create, e ha invitato l’Unipol a sostenere la Olivetti, nel conflitto di interessi ci vive dentro». E’ importante sottolineare che lui pronunci queste frasi da presidente di Telecom, presidenza che finirà di lì a breve.

 Ora vorrei farvi notare due diverse chiavi di lettura che si possono ricavare dalla frase pronunciata dal nostro professore. Una è che essendo persona onesta e di specchiati principi morali, non accetta questo gioco, che definisce palesemente come conflitto di interesse, ed esce da Telecom senza parteciparvi. L’altra chiave di lettura è più maliziosa, purtroppo però, derivando da ipotesi personali non provabili, per il momento non potrà essere illustrata. L’importante è comunque  farvi notare quello che succederà di lì a poco,  cioè dopo la scalata della Telecom da parte di Olivetti, aiutata dal mancato intervento del governo D’Alema, e perciò osteggiata dal nostro professor Rossi come abbiamo visto nel passaggio precedente, il futuro proprietario diventerà un certo Tronchetti Provera (amico e sodale del nostro professore), lascio a voi la libertà di formarvi in proposito delle opinioni personali. L’importante però è che abbiate afferrato il passaggio per noi determinante e cioè il riferimento al conflitto di interesse che l’esimio professor Rossi sottolinea con disprezzo. Questo passaggio diventerà importante quando nei prossimi post dedicati più espressamente al periodo calcistico ci servirà per confrontare le parole e i comportamenti del professore nei due periodi differenti proprio a proposito del conflitto di interesse.

Spero questa volta di non essere stato troppo noioso e complesso, purtroppo il personaggio in questione, non mostrando nella vita comune comportamenti riprovevoli facilmente dimostrabili, poteva sembrare estraneo all’argomento trattato da noi in forma ironica, cioè :”Gli onesti contro tutti”, in quanto, avendo un’immagine di sé immacolata, avrebbe potuto essere inattaccabile, facendo crollare così le nostre supposizioni malevole (noi siamodei birichini, che volete farci),  invece proprio partendo dalla specchiata onestà del personaggio, vedremo come a volte anche il più immacolato degli angioletti possa avere  la tunica macchiata di fango.