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Libera rete liberi tutti


Notizia che se confermata è assolutamente preoccupante quella anticipata dal China business news e che riguarda il probabile abbandono del territorio cinese da parte di Google entro il 10 aprile di quest’anno. Evidentemente le pressioni esercitate dal governo cinese sul motore di ricerca più famoso e più usato nel mondo hanno superato i limiti possibili per fornire un servizio accettabile ad una clientela, quella cinese, che deve sottostare ad una censura preventiva soffocante. A questo si unisce anche la violazione di diverse caselle di posta gmail riferite a diversi attivisti per i diritti umani, diritti che effettivamente in Cina sembrano necessitare di una maggiore attenzione internazionale.

Abbandonare questo mercato per Google non sarà del tutto indolore perchè, così come capita ormai in tutti paesi del mondo, anche in Cina occupa una posizione dominante con un controllo del 25-30% del mercato, quindi una rinuncia a diversi milioni di dollari di fatturato. Sarebbe importante riuscire a conoscere i veri motivi di questa decisione visto che i suoi principali concorrenti, Baidu il principale motore di ricerca cinese e Bing il motore di ricerca Microsoft, non avranno evidentemente nessuna difficoltà ad accettare tutte le limitazioni imposte dal governo.

Certo che essere arrivati nel 2010 per scontrarsi ancora con comportamenti di repressione sull’informazione così forti, ci da un’idea precisa di quanto possa essere importante avere accesso ad una corretta informazione,  un’informazione che non venga filtrata dall’alto, che ci dia la possibiltà di valutare coscientemente gli avvenimenti della vita quotidiana e  poter dare una valutazione su eventuali comportamenti fraudolenti dei potenti di turno, siano essi politici o importanti esponenti del mondo finanziario, che ci permetta così di fare delle scelte personali confrontando i più svariati e contrastanti punti di vista.

Il ministro dell'Interno Maroni

Ultimamente purtroppo anche in Italia abbiamo avuto modo di “apprezzare” degli annunci da parte di importanti esponenti del nostro governo a proposito di una eccessiva libertà del Web. Questo non è certamente un buon segnale, non tanto perché non sia auspicabile un eventuale controllo per quanto riguarda alcuni campi come l’eccessiva facilità di accesso di contenuti pornografici per i minori o l’adescamento di questi stessi minori ancora troppo vulnerabili per il mondo degli adulti, ma proprio perché l’intervento dei così poco accorti membri del governo si è manifestata soltando quando si sono accorti di una presenza su internet di forme di dissenso politico nei loro confronti. Questo metro ci porta a conoscenza di quale sia il modo che questa pseudo democrazia usa nei confronti del diritto alla libertà di informaziane e del modo di esercitarla che tutti i cittadini devono avere in una democrazia liberale.

Li avete mai visti intervenire con un maggior controllo sugli argomenti che abbiamo accennato prima (pornografia, pedofilia) eventualmente anche con accordi mondiali in proposito? NO, ma hanno pensato bene di alzare la voce quando invece si sono sentiti minacciati da libere espressioni di dissenso assolutamente innocue nella sostanza, se non che le stesse, guadagnando successive adesioni avrebbero potuto causare danni nelle manifastazioni tipiche delle democrazie in cui diventa necessaria la partecipazione di tutti per ricevere l’investitura del comando: il voto.

Tutti i cittadini di qualsiasi stato, anche quelli ignari ma sottoposti ad un controllo feroce da parte dei loro governi, pensano e sperano di vivere in un mondo libero da questi condizionamenti, perché nello stesso momento in cui ci si dovesse rendere conto di vivere in un mondo in cui l’ingerenza di un “grande fratello” risulti determinante per le proprie scelte darebbe la consapevolezza di non vivere più la propria vita attraverso delle scelte consapevoli, ma la vita di un pollo di batteria allevato con lo stesso scopo dei polli veri: nutrimento per una classe dirigente, padroni in un mondo di schiavi, allevati per produrre dando loro l’illusione di una vita.

Nel mondo moderno in cui la globalizzazione ha prodotto dei risutati devastanti, non si è ancora riusciti ad esercitare attraverso la rete la stessa forza con cui la magia della televisione è intervenuta per anestetizzare ed inebetire milioni di cittadini inermi,  l’unico modo ancora valido per impedire che la rete non rilasci informazioni è rimasto quello del bavaglio, metodo universale tipico di tutti i governi incapaci di contrastare se non con la forza e l’oppressione le pacifiche forme di dissenso dei cittadini che non sono riusciti ad avere dalla loro parte. Questo comportamento è il filo conduttore di tutti i governi che, al di là di qualsivoglia ideologia politica di destra o di sinistra sotto il cui ombrello hanno cercato di giustificarsi, ha prodotto soltanto regimi.

L’Italia, questo grande paese in cui pensiamo di vivere, è sufficentemente attrezzato per poter contrastare queste forme di oppressione mediatica alle quali veniamo sottoposti quotidianamente e che spesso subiamo senza poter in nessun modo reagire? L’impressione personale è che siamo costantemente studiati e monitorati attraverso i numerosi sondaggi a cui siamo invitati a partecipare, e che se da una parte possono sembrare un modo per esprimere il proprio parere in modo libero, dall’altro vengono usati scientificamente per programmare nel “momento giusto” eventuali interventi del governo.

Nel mio piccolo ho avuto modo di costatare che anche una voce minuscola come questa è risultata meritevole di attenzione da parte del comando generale dei carabinieri, il mio blog che ha un indirizzo facilmente riconoscibile leggendo qualche post, è stato oggetto di attenzione con una visita poco tempo fa; ribadendo che un controllo in una democrazia è sempre auspicabile come garanzia di libertà, lo stesso mi auguro che questo controllo non serva un domani per diventare strumento di oppressione nelle mani di chi lo esercita.

Strategia della tensione?


Ascoltare le notizie della politica italiana ormai è diventato abbastanza noioso, non tanto perché non ne succedano sempre di nuove e a volte interessanti da seguire, ma perché riusciamo a prevedere tutti gli svolgimenti successivi, riconducibili ad una strategia precisa che cercherò di illustrarvi qui di seguito.

Allora, parte un’ inchiesta a Trani su un ipotesi di usura legato ad alcune carte di credito e nello svolgimento delle indagini si arriva al coinvolgimento del premier Berlusconi, assolutamente estraneo all’inchiesta in questione,  ma, attraverso delle intercettazioni sui telefoni degli indagati, viene fuori la richiesta di chiusura di trasmissioni Rai quali Annozero. Ovviamente scoppia il finimondo per il clamore suscitato dal fatto che il nostro premier tenta di intervenire facendo pressioni su un membro dell’Agcom, autorità garante che, anche se composta comunque su indirizzo politico, dovrebbe fungere da organo di controllo a garanzia dei cittadini che fruiscono del servizio di televisione pubblica, e non, si badi bene, al servizio dei politici che li hanno sistemati su quelle poltrone. Questo modo pittoresco di nominare dei controllori da parte di chi dovrebbe essere controllato porta inevitabilmente ad una considerazione banale:  anche i più tonti possono capire che se qualcuno ti trova una bella poltrona su cui accomodarti, fornendoti anche un lauto stipendio pagato dal canone generosamente fornito da tutti i teleutenti, non potrai non sentirti in qualche modo obbligato a restituire il favore nel caso in cui i suddetti benefattori abbiano bisogno del tuo aiuto, infischiandotene, purtroppo, della funzione di garanzia verso la libertà di informazione dovuta a tutti i cittadini; e per tutti si intendono proprio tutti, non solo le maggioranze rappresentate.

E’ ovvio che ascoltando una notizia simile nasca spontanea l’indignazione da parte dei cittadini, non soltanto di quelli avversi al premier, ma anche di quella parte che senza necessariamente schierarsi dalla parte opposta vorrebbe poter avere la libertà, o almeno l’illusione, di poter scegliere quale programma guardare in tv senza dover essere sempre imboccato dall’alto. Purtroppo per loro bisogna comunque sottolineare che ormai in Italia pare che, nella funesta ipotesi in cui non ci dovesse trovare d’accordo con il premier e la sua parte politica, si finisca volenti o nolenti per essere collocati dall’altra parte, senza avere diritto di contestare questo arbitrio, ma tant’è.

Ritornando invece al perché della noia per quanto riguarda le notizie, scusandomi per la digressione che mi premeva comunque di fare, quello che ormai non stupisce più è la reazione del topo preso con le zampine nella marmellata.  Mi spiego meglio: in questo caso come negli altri, non potendo assolutamente negare il fatto compiuto perché certificato dalla presenza di documenti inconfutabili quali le intercettazioni, cosa si fa? ma si attacca, ovviamente  con gran clamore, per distogliere l’attenzione dei cittadini verso la notizia, quei cittadini che contribuiscono a pagare il loro stipendio e quello dei signori nominati nelle righe in alto; e chi si attacca? ma i giudici naturalmente, rei di usare le intercettazioni per cercare di svolgere il loro lavoro a salvaguardia della legalità o almeno di quella parvenza ormai rimasta. Come li si attacca? ovvio anche questo, dandogli quella definizione, comunisti, ormai fin troppo usata e forse anche abusata, fateci caso l’uso di questa accusa sta leggermente diminuendo in quest’ultimo periodo, forse perché, come Esopo insegna, quando si grida troppo “al lupo, al lupo” la gente smette di ascoltare, annoiata dalle solite urla. Mossa ovvia, come in molti casi precedenti da parte del ministro Alfano, l’invio degli ispettori.

Attaccando i giudici e spostando l’attenzione dal reato ipotizzato, si crea, ormai lo abbiamo capito tutti, uno scontro tra cittadini e parti politiche che tende a mettere in secondo piano l’oggetto principale del contendere e finendo per scontrarsi soltando su contrapposizioni ideologiche e non di sostanza. Può questo modo di contrapporsi far bene alla nostra vita politica e sociale del nostro paese? Ma certamente no, i problemi quotidiani in questo modo finiscono per venire completamente dimenticati, come possiamo sentirci tutelati noi poveri cittadini indifesi, anzi a questo proposito mi nasce spontanea una domanda: se per qualsivoglia motivo io dovessi avere a che fare con la giustizia e dovessi essere condannato, potrò appellarmi alla sentenza accusando i giudici di essere comunisti o fascisti  a seconda del caso? Siamo ridotti ormai a questo?

A questo proposito vorrei farvi riflettere su un particolare, non tanto i contrari al premier quanto invece i sostenitori, quando avviene qualcosa in cui Berlusconi finisce per essere coinvolto in prima persona in maniera inequivocabile come in questo caso, e, attaccando i giudici come abbiamo detto poc’anzi per spostare l’attenzione, è possibile che non vi accorgiate che qualcuno cerca di prendervi in giro usandovi come arma da brandire contro l’avversario? Non potendo cancellare  i fatti incriminati cerca di spostare l’attenzione mettendoli in secondo piano, facendoli soltando scomparire ai vostri occhi, quando invece sono il perno da cui nasce tutto, e, anche ammettendo che esistano davvero giudici comunisti contro il premier, voi riusciate a non vedere e a non sentire tutto ciò in cui è coinvolto e di cui possiamo essere tutti testimoni diretti attraverso documenti inconfutabli come le intercettazioni e che anche alle nostre orecchie sono assolutamente incontrovertibili? E’ possibile che non sentiate il bisogno di proteggervi da questa gente che vive al di sopra della legge complottando anche alle vostre spalle? Vorreste farmi credere che vi sentiate tutelati? Pensate sul serio di far parte di quella schiera di persone che gode, con questo governo, di qualche tutela?

Ho difficoltà a pensare che tutti gli insegnanti, il personale ATA, i docenti universitari o il personale di ricerca possano sentirsi tutelati da questo governo. Ho difficoltà a pensare che possano sentirsi tutelate tutte le forze dell’ordine, che sono costantemente nell’occhio del ciclone e che vengono usate a protezione di questo governo e che finiscono per non avere i mezzi per tenere in piedi un servizio di sorveglianza del territorio per mancanza di mezzi, dalla benzina al normale approvvigionamento delle caserme. Ho difficoltà a pensare che si possano sentire tutelati tutti i genitori che mandano i loro figli in edifici fatiscenti o in locali affittati dalle varie amministrazioni conniventi, sottraendo soldi all’edilizia scolastica. Ho difficoltà a pensare che questi stessi genitori possano sentirsi tutelati da questo governo che se da una parte si scusa per la mancanza di fondi dall’altra concede aiuti alle scuole private, che avranno certamente gli stessi diritti di tutti, ma che finiscono per togliere allo stato una parte di fondi che potrebbero essere utilizzati nella scuola pubblica frequentata dalla stragrande maggioranza degli italiani. Ho difficoltà a pensare che… potrei continuare così con tante categorie sociali assolutamente non tutelate da questo governo e che inspiegabilmente, almeno per me, continuano invece a sostenere con il loro voto.

Probabilmente siamo arrivati ormai ad un punto morto, un punto in cui non è più possibile un civile confronto democratico, bensì soltanto uno scontro, una contrapposizione infruttuosa che porterà inevitabilmante ad un inasprimento del clima sociale e questo è preoccupante per tutti, indifesi ma anche potenti, perché quando lo scontro comincia a superare i normali limiti imposti dal buon vivere civile, a causa dei gravi problemi di sopravvivenza di molte fasce sociali toccate ormai in modo pesante dalla crisi economica, corriamo seriamente il rischio di farci del male e di far del male alla democrazia permettendo così un intervento drastico e autoritario da parte di coloro che intendono tenerci a bada con tutti i mezzi.

Tempo fa, guardando Current Tv, ho avuto modo di apprezzare un servizio sulle cause che contribuirono a portare una nazione ipoteticamente ricchissima come  l’ Argentina sull’orlo del baratro, con le conseguenze sulla popolazione che tutti quanti noi possiamo ricordare, ebbene in quel filmato le similitiduni con quello che sta accadendo in Italia cominciano a diventare troppe, spero, per quanto mi riguarda, che i miei timori rimangano confinati nel campo delle possibiltà inattuabili, ma, avendo vissuto il periodo, vorrei ricordare a tutti che anche in un paese come l’Italia, che pensiamo al riparo di eventualità di dittatura, si sia verificata nel dicembre del 1970 la possibilità di un colpo di stato, golpe di cui gli italiani vennero a conoscenza dopo tre mesi, e vorrei ricordare come in quel tentativo di golpe fossero risultati coinvolte tre forze tuttora presenti in Italia: la P2,  il SID (servizio segreto italiano) attraverso il coinvolgimento del generale Vito Miceli, direttore del servizio, e guarda un po’ la MAFIA.

Lasciatemi finire dicendo soltanto che oggi, ricordando l’avvenimento, posso dire io c’ero, avendo vissuto quel periodo e ricordando che per fortuna il golpe fu sventato, non vorrei però in un futuro essere costretto a ricordare la stessa frase, io c’ero, ma con esiti diversi del precedente.

Alleluja, è nato è nato.

6 marzo 2010 1 commento

Eccolo qua, è stato partorito ieri un decreto del governo necessario per aiutare i giudici e che effettivamente mancava. In effetti ci stavamo chiedendo come fosse stato possibile che un giudice avesse potuto finora permettersi di emettere una sentenza senza l’aiuto fondamentale di questo nuovo ed indispensabile strumento: “Il decreto interpretativo”. 

Certamente vi sarete chiesti come abbiamo potuto pensare di poterne fare a meno finora e chissà quanti e quali errori siano stati commessi senza. Tranquilli, quando manca qualcosa ci pensa subito questo governo del fare, che anche se indaffaratissimo con tutti i problemi su leggi ad personam e legittimi impedimenti, riesce a trovare tempo per risolvere un problema fondamentale per la “Democrazia”, avremmo mai potuto dubitarne?

Il 5 marzo 2010 diventerà una data storica nel ricordo di questa disastrata repubblica, sarà festeggiata come un nuovo Natale che ricorderà la nascita di questo “bambinello” a cui verrà dato il nome di Interpretativo e che rimarrà indelebilmente tracciata nella memoria di tutti coloro i quali temevano per la democrazia e che invece dimostrerà nel futuro di quanto sia stato democratico questo governo permettendo a tutti i cittadini votanti P.D.L. di poter esprimere il loro voto, voto che era stato negato da un tentativo non riuscito di quella frangia estremista ancora esistente in Italia (ma ancora per poco) che credeva che rispettare le regole fosse fondamentale per vivere in un paese democratico.

E’ ovvio che dovendo modificare in fretta tutto quello che si ritene necessario per un buon funzionamento della democrazia, a volte non tutto riesce alla perfezione ed al primo colpo (vedasi legge Pecorella, lodo Alfano), ma cari cittadini non disperate, perché il vostro unico pensiero dovrà essere rivolto a sostenere questi integgerrimi paladini della giustizia per tutto il resto “ghe pensa  lu” così come ha avuto modo di affermare il nostro re Artù al cospetto di un parterre di colleghi industriali, preoccupati per la grave crisi e le inefficaci misure del governo per contrastarla.

Tranquilli voi votatemi che “per la democrazia e la libertà ghe pensi mì“.

Dopo questa ennesima dimostrazione possiamo veramente stare tranquilli…