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Posts Tagged ‘Silvio Berlusconi’

L’angelo custode


Insomma alla fine non ce l’ho fatta, ho trovato questo video in giro per la rete e non sono riuscito a trattenere la mia voglia di dare un contributo, e poi è uno dei film del momento.

Impossibile resistere, assolutamente, non tanto per l’auspicio che compare in copertina, quanto per quello che è il discorso del sire, che ci prende per mano chiedendoci il voto, con quella sua voce suadente, calda e rassicurante. In questo video non c’è il sire che minaccia con impeto i suoi sottoposti (Giancarlo Innocenzi) ricordandogli perché si trovino dove stanno ora e perché, qui c’è il sire papà (o papi, se preferite), il sire nonno, il sire che cammina al nostro fianco, il sire che ci protegge da quella gentaglia (i comunisti), il sire che lotta insieme a noi per la libertà (la sua, viste le leggi ad personam), per la libera informazione (quella di Mediaset o di Minzolini e Vespa), per le pari opportunità (tutti uguali ai provini del Grande Fratello).

Spesso, quando penso al sire, un po’mi arrabbio, è una rabbia che ormai mi nasce dentro, sbuffa come un geiser, ma lo so che non è colpa sua, in fondo è colpa mia perché non riesco a capirlo, sono prevenuto, penso sempre cose cattive,  non riesco proprio a convincermi che dietro di me, come un angelo custode, c’è un bravo papi sempre pronto a proteggermi.

Il guaio forse nasce proprio da lì, dopo aver visto papi in azione anche con gli autisti io intanto sto attento che tra l’angelo e le mie spalle ci sia sempre un robusto muro, non si sa mai…

Giovinezza Giovinezza


Prima di iniziare volevo farvi notare quanto sia stato veritiero il mio post di ieri sulle reali cause del non accoglimento delle liste del PDL nel Lazio e che Berlusconi conferma in conferenza stampa.

Conferenza stampa decisamente burrascosa nella sede del PDL in via dell’Umiltà a Roma, dove un giornalista freelance, Rocco Carlomagno, tenta di intervenire ponendo delle domande al premier senza essere stato inserito nella scaletta concordata. Dopo un piccato battibecco tra Berlusconi e il freelance, quest’ultimo viene placcato direttamente dal Ministro della Difesa Larussa, mai azione è stata più consona alla definizione propria di “Difesa” relativa al Ministero.

Probabilmente travolto dai ricordi di gioventù, il ministro Larussa si è occupato personalmente del “disturbatore” impersonificando materialmente il compito consono al Ministero da lui rappresentato. Ovviamente considerando quanto si faccia per il Premier in Italia con leggittimi impedimenti, depenalizzazione del falso in bilancio e tutta la serie di leggi ad personam piuttosto che per l’Italia e gli italiani, il ministro Larussa ha pensato bene di mostrare agli italiani il vero scopo a cui ormai si è ridotto il Ministero della Difesa in Italia: ovvero difendere il padrone di casa.

Divertente il siparietto finale, sfuggito a molti, con l’intervento di un assistente di Berlusconi che lo invita a moderarsi e, porgendogli un foglietto con una richiesta di domande su delle dichiarazioni rilasciate da Fini, gli dice di aver già preparato delle ipotesi di risposte.

Colloquio immaginario


-Ma va là, ma cosa dice, ma quale mafia, ma se la mafia non esiste cosa vuole che abbia mai potuto fare.

-Ma come, lei vorrebbe farmi credere che non crede che la mafia esista? Dice davvero?

-Ma va là, ma lei per caso guarda Annozero evidentemente, altrimenti saprebbe che la mafia è tutta un’invenzione. Ma ovviamente per uno come lei che viene indottrinato da Santoro e da Travaglio non mi sarei potuto aspettare altro. Ora immagino che mi dirà che il nostro presidente del consiglio è anche lui un mafioso così come lo si dice dei suoi collaboratori, non mi stupirebbe affatto.

-No no, il fatto è che io Annozero lo guardo, è vero, ma che il presidente del consiglio e  i suoi collaboratori siano quantomeno in combutta con la mafia così come lo sono con la P2, per me è una certezza che nasce prima,  non certamente da Annozero, lì trovo semplicemente qualcuno che la pensa come me, nient’altro.

-Avrei dovuto immaginare una risposta  simile, voi comunisti cercate sempre di accusare il nostro premier perché siete invidiosi della posizione che è riuscito a raggiungere con le proprie forze  e cercate in tutti i  modi di destituirlo, in barba alla maggioranza degli italiani che lo ha eletto al governo del paese.

-Mi scusi sa, ma su questa storia che sia la metà degli italiani che l’ha votato a me non tornano i conti, approfitto anzi del lavoro fatto da una mia amica in proposito per farli quadrare finalmente una volta per tutte, quindi la prego di leggere con  attenzione  questo  piccolo calcolo fatto con assoluta precisione da qualcuno che ha avuto più pazienza di me, legga legga.  Ah, dimenticavo,  mi saluti il sire, e che si riguardi eh, sa  con  tutte  quelle  donne alla sua età…

Noi amiamo Silvio (non tutti però)


Come è vero che la pubblicità è l’anima del commercio. In questi giorni è uscito nelle edicole italiane il libricino del nostro caro presidente del consiglio “Noi amiamo Silvio” e pare, anche se non sta andando a ruba, che si stia vendendo bene. Trovo che questa operazione di marketing sia veramente fantastica, dico tutto ciò con un’evidente invidia, sostenuta dalla consapevolezza di vivere in un mondo così incredibilmente pieno di boccaloni e di quanto io sia incapace di approfittarne. Così mi chiedevo quanti siano quelli tra di voi che abbiano deciso di privarsi di nove euro e novanta, in questi tempi di crisi, da destinare a questo fantastico libretto pieno di fotografie, molte delle quali abbondantemente taroccate, con le immaginette di Silvio in mezzo ai fans, osannato dalle folle.

Immagino i visi pieni di compiacimento di ritorno dall’edicola con il prezioso souvenir, tutti con il desiderio di mostrarlo subito ad amici e parenti, pronti poi ad esporlo in casa ben in vista in libreria o  tra le cose più preziose, pronti poi a sfoderarlo, come i mitici filmini del matrimonio,  ai poveri malcapitati in visita.  (A dire il vero questo pensiero mi mette una certa  ansia, chissà che un domani non sia tra questi fortunati, nella vita le botte di culo sono sempre dietro l’angolo no?)

Immagino anche il rammarico di molti, costernati dall’idea di non possedere anche una copia della ormai famosa statuetta del duomo di Milano, testimone per sempre di un attentato entrato nella storia della nostra Repubblica, pensate al valore che potrebbe avere l’accoppiata, una collezione che col tempo acquisterà di certo un valore inestimabile. Se poi avessimo conservato anche quel famoso libretto, quello regalato a tutti noi italiani sempre dal nostro beneamato Silvio qualche anno fa, allora si che potremmo essere certi  di possedere un pezzo di storia da tramandare ai nostri figli, l’evoluzione dell’Italia ai tempi di Re Silvio, Re anche in tempo di repubblica, amato da tutti tranne che dai comunisti, specie ormai in estinzione nel mondo, esistente soltanto in Italia con l’unico scopo di regalare la soddisfazione al nostro sire di avere ancora dei nemici così facilmente identificabili.

A pensarci bene forse invece di cianciare dovrei farci un pensierino anch’ io, essendo diventato zio da poco, potrei pensare al futuro di mia nipote regalandole qualcosa per la quale mi ringrazierà sempre… forse.