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L’angelo custode


Insomma alla fine non ce l’ho fatta, ho trovato questo video in giro per la rete e non sono riuscito a trattenere la mia voglia di dare un contributo, e poi è uno dei film del momento.

Impossibile resistere, assolutamente, non tanto per l’auspicio che compare in copertina, quanto per quello che è il discorso del sire, che ci prende per mano chiedendoci il voto, con quella sua voce suadente, calda e rassicurante. In questo video non c’è il sire che minaccia con impeto i suoi sottoposti (Giancarlo Innocenzi) ricordandogli perché si trovino dove stanno ora e perché, qui c’è il sire papà (o papi, se preferite), il sire nonno, il sire che cammina al nostro fianco, il sire che ci protegge da quella gentaglia (i comunisti), il sire che lotta insieme a noi per la libertà (la sua, viste le leggi ad personam), per la libera informazione (quella di Mediaset o di Minzolini e Vespa), per le pari opportunità (tutti uguali ai provini del Grande Fratello).

Spesso, quando penso al sire, un po’mi arrabbio, è una rabbia che ormai mi nasce dentro, sbuffa come un geiser, ma lo so che non è colpa sua, in fondo è colpa mia perché non riesco a capirlo, sono prevenuto, penso sempre cose cattive,  non riesco proprio a convincermi che dietro di me, come un angelo custode, c’è un bravo papi sempre pronto a proteggermi.

Il guaio forse nasce proprio da lì, dopo aver visto papi in azione anche con gli autisti io intanto sto attento che tra l’angelo e le mie spalle ci sia sempre un robusto muro, non si sa mai…

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Noi amiamo Silvio (non tutti però)


Come è vero che la pubblicità è l’anima del commercio. In questi giorni è uscito nelle edicole italiane il libricino del nostro caro presidente del consiglio “Noi amiamo Silvio” e pare, anche se non sta andando a ruba, che si stia vendendo bene. Trovo che questa operazione di marketing sia veramente fantastica, dico tutto ciò con un’evidente invidia, sostenuta dalla consapevolezza di vivere in un mondo così incredibilmente pieno di boccaloni e di quanto io sia incapace di approfittarne. Così mi chiedevo quanti siano quelli tra di voi che abbiano deciso di privarsi di nove euro e novanta, in questi tempi di crisi, da destinare a questo fantastico libretto pieno di fotografie, molte delle quali abbondantemente taroccate, con le immaginette di Silvio in mezzo ai fans, osannato dalle folle.

Immagino i visi pieni di compiacimento di ritorno dall’edicola con il prezioso souvenir, tutti con il desiderio di mostrarlo subito ad amici e parenti, pronti poi ad esporlo in casa ben in vista in libreria o  tra le cose più preziose, pronti poi a sfoderarlo, come i mitici filmini del matrimonio,  ai poveri malcapitati in visita.  (A dire il vero questo pensiero mi mette una certa  ansia, chissà che un domani non sia tra questi fortunati, nella vita le botte di culo sono sempre dietro l’angolo no?)

Immagino anche il rammarico di molti, costernati dall’idea di non possedere anche una copia della ormai famosa statuetta del duomo di Milano, testimone per sempre di un attentato entrato nella storia della nostra Repubblica, pensate al valore che potrebbe avere l’accoppiata, una collezione che col tempo acquisterà di certo un valore inestimabile. Se poi avessimo conservato anche quel famoso libretto, quello regalato a tutti noi italiani sempre dal nostro beneamato Silvio qualche anno fa, allora si che potremmo essere certi  di possedere un pezzo di storia da tramandare ai nostri figli, l’evoluzione dell’Italia ai tempi di Re Silvio, Re anche in tempo di repubblica, amato da tutti tranne che dai comunisti, specie ormai in estinzione nel mondo, esistente soltanto in Italia con l’unico scopo di regalare la soddisfazione al nostro sire di avere ancora dei nemici così facilmente identificabili.

A pensarci bene forse invece di cianciare dovrei farci un pensierino anch’ io, essendo diventato zio da poco, potrei pensare al futuro di mia nipote regalandole qualcosa per la quale mi ringrazierà sempre… forse.