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Homo homini business


Eccoci di nuovo qui per parlare questa volta di un altro personaggio molto importante per le nostre talpe, oserei dire fondamentale, che ha permesso l’emersione delle bestioline dai loro meandri sotterranei. Avrete  certamente capito che parleremo dell’altro grandissimo tifoso e indispensabile manovratore che risponde al nome di Marco Tronchetti Provera, socio di minoranza di Massimo Moratti nell’Inter. Ovviamente in questa prima fase, cercheremo di presentare al nostro caro pubblico il personaggio Tronchetti al di fuori del calcio, proprio per avere un’idea di ciò che è, ma sopratutto di ciò che ha rappresentato e rappresenta nel panorama finanziario italiano. Questo ci servirà per stabilire un metro, che ci serva come strumento di paragone, per confrontare la nostra idea di onestà e correttezza rispetto a quella che verificheremo per lui.

A questo proposito credo che chi voglia conoscere la biografia del Nostro è sufficiente che legga qui, basta l’introduzione per capire essenzialmente che sposando la figlia di cotanto suocero, il Nostro trovi una strada sufficientemente spianata per quello che sarà il suo cammino successivo. Certo se potessimo dilungarci di più sull’inizio della sua carriera di imprenditore, ma non lo faremo, avremmo modo di scoprire come ad un certo punto lui estrometta totalmente il suocero e l’adorata figlia, la leva che gli ha permesso di incominciare la sua avventura finanziaria entrando dalla porta principale, dall’azienda di famiglia di cui diventerà proprietario. Già da questi piccoli indizi ognuno di noi si sarà già fatto un’idea del personaggio, ma per migliorare la conoscenza credo che la descrizione migliore la faccia Grillo in questo video che regala agli occhi di tutti quelli che sono i principi morali di cui il Nostro si nutre. Per completare l’informazione credo sia utile ricordare come, attraverso dei meccanismi che i nostri cari manager conoscono perfettamente, sempre il Nostro è stato capace di incassare 450 (dicasi quattrocentocinquanta) miliardi di lire dalla Telecom, mentre nel frattempo l’azienda grazie sempre al Nostro (Tronchetti) conosceva uno dei periodi peggiori se non il peggiore della sua esistenza. Va sottolineato che certamente in mezzo a tutti i  tifosi che andavano allo stadio di San Siro ad applaudire le pessime esibizioni della loro beneamata, ci saranno stati molti di quei dipendenti che il Nostro(sempre lui) ha poi successivamente licenziato da Telecom, con il giochino che illustra Grillo nel filmato. E questo, se mi permettete di sottolinearlo, ha in sé qualcosa di doppiamente sadico perché con i soldi avuti da Telecom finanziava l’Inter, essendone diventato socio di minoranza, e nello stesso tempo, nel mentre prendeva i soldi dai suoi stessi dipendenti con i biglietti delle partite, alla fine riusciva pure a licenziarli.

Oggi questo signore continua ad essere membro dell’esecutivo di Confindustria, oltre ad essere presidente di Pirelli & C. Real Estate, che con la cartolarizzazione di immobbili pubblici sta per mettere le mani su di un  patrimonio immobiliare notevole pagandolo molto meno del suo reale valore di mercato, e che si ritrova proprietario di gran parte del patrimonio immobiliare della vecchia Telecom dopo che la stessa ha ceduto a condizioni estremamente vantaggiose indovinate a chi? ma alla Pirelli Real estate naturalmente, questo nel periodo in cui  il Nostro(sempre lui) sedeva contemporaneamente a capo delle due aziende, una delle quali, la Telecom, ha poi abbandonato lasciandola con un deficit di bilancio spaventoso. E’ altresì presidente di Pirelli & C., di Pirelli Tyre, di GPI (Gruppo partecipazioni industriali), e poi va segnalata la presenza in un gruppo che potremmo definire particolare questo, sospettato a lungo di essere una società segreta di tipo massonico. Insomma il Nostro come avrete capito rientra perfettamente in quella categoria di personcine proprio a modo, con un cuore grande e che molti suoi ex dipendenti ricordano con affetto. Non va dimenticata la presenza nella nuova Alitalia con una quota dell’1,77% attraverso la Pirelli & C. spa, che può sembrare poco in termini di cifra ma che non lo è affatto, considerando che Roberto Colaninno, che ne è il presidente, detiene una quota del 7,08%.

Con questo possiamo concludere un’altra puntata de:  “Gli onesti contro tutti” ci rivedremo con una nuova puntata ed un nuovo personaggio.

Gli onesti contro tutti


Nuova avvicente puntata dell’epica saga : Gli onesti contro tutti.

La domanda nasce spontanea: sono oneste le talpe (quelle vere)?

Non si conoscono per il momento studi che evidenzino se il comportamento di questi simpatici animaletti, all’interno dei loro cunicoli sotterranei, produca dei comportamenti disonesti nei confronti dei loro simili. Si è portati a pensare che, volendo estremizzare qualche comportamento rapportandolo a quello umano, sia possibile che in caso di guerra con i vicini, qualche talpina possa buttare giù la loro galleria, impadronirsi dei loro lombrichi o magari ostruirgli il passaggio con pietre costringendoli a scavare nuovi cunicoli. Certo questi sono dei comportamenti caratterizzanti la specie umana molto di più di quella animale, ma se non si conosce l’andamento dei fatti lasciamo aperte tutte le possibilità, anche quella che le talpe nel loro piccolo possano essere disoneste.

A questo punto è interessante parlare delle abitudini caratterizzanti invece le talpe di cui ci stiamo occupando per verificare se sono oneste come ci vogliono far credere o se invece è tutta propaganda. Direi che per analizzare perfettamente una specie bisogna cominciare sempre dai loro componenti più rappresentativi, e nel nostro caso chi poteva essere il più rappresentativo se non il bellissimo e affascinante presidente Moratti, rappresentante per antonomasia, del quale, prima di analizzare la coerenza dei suoi comportamenti calcistici, cercheremo di analizzare i comportamenti nella vita quotidiana, per renderci conto se l’esempio di onestà che continua a sottolineare in ogni occasione corrisponda a verità.

Cominciamo allora da un fatto tragico accaduto a Sarroch per verificare quale sia stato il comportamento tenuto dai fratelloni Moratti. Giudicate da soli se conta di più fare soldi infischianosene degli investimenti per limitare l’inquinamento ambientale causato dalla loro industria, e se sia meglio usare questi soldi per il trastullo dei proprietari, nel caso di Massimo Moratti questo fa riferimento all’Inter, oppure se si possa usare una parte dei 181(dicasi centoottantuno) milioni di euro di passivo avuto dall’Inter nel 2007 (poi ripianato come al solito, per la maggior parte, dal suo socio di maggioranza e proprietario Moratti Massimo), per diminuire l’inquinamento provocato dalla raffineria che gli procura i dlìn dlìn e per migliorare le condizioni degli operai all’interno dello stabilimento. Già, mi direte voi, ma i soldi sono i suoi e li spende come vuole, ai visto mai che il padrone possa avere tutti questi scrupoli sui suoi dipendenti sardi, infischiandosene invece dei problemi seri che gli procurava l’Inter non vincendo mai (con tutti quei soldi spesi)? Giustissimo vi rispondo io, ma se ad ogni occasione ci facciamo belli ricordando a tutti che i nostri comportamenti sono rispettosi delle leggi e del prossimo, allora qualcosa non quadra. Difatti la risposta agli operai che avrebbero voluto mandare in onda un film sulle “vergogne della Saras”, così come illustrato nell’articolo di The Populi, secondo voi è stato un: “prego, accomodatevi, fate pure” purtroppo no, i nostri fratelloni, che probabilmente avevano qualcosa da nascondere, lo hanno bloccato con un intervento di un giudice, evidentemente perché forse le “cose” che avrebbero potuto macchiare la loro rispettabilità, era meglio non diffonderle, così, diminuendo gli schizzi, il fango imbratta di meno.

Per ricordare le tre vittime di questo incidente e, nello stesso tempo ricordare a noi stessi quanto contino alcune differenze nella vita di tutti i giorni, al di là di tutte le dichiarazioni di facciata, vi prego di guardare questo video.

Fine della puntata, vi attendo numerosi nelle prossime avventure de: “Gli onesti contro tutti”

L’onestà


E come volevasi dimostrare ecco comparire le talpe, che ovviamente invece di godere per la vittoria ottenuta godono offendendo gli avversari, tipico meccanismo di frustrazione che si manifesta in tifosi costretti a sopportare la mutazione (talpe) per troppo tempo. Questo ha prodotto in loro un comportamento deviato, probabilmente unico caso al mondo, dovuto ai lunghissimi anni di astinenza da vittorie. Tutto ciò ha comportato uno sdoppiameno di personalità, perché non riuscendo più a godere per le vittorie (inesistenti), l’unica via di fuga possibile per festeggiare qualcosa  è diventato lo sberleffo per le sconfitte degli odiati e vittoriosi avversari, si chiamassero Juve (particolarmente) o i carissimi cugini del Milan. E così avanti tutta brandendo il vessillo della loro immacolata coscienza, al contrario dei loro avversari imbroglioni e ladri.

 A questo punto è opportuno soffermarci un attimo sulla coscienza immacolata della nostra beneamata (anche la rima, guarda un po’). Per chi ha poca memoria mi permetto di cominciare ricordando qualche episodio che rispecchia in pieno quello che si intende per onestà riferita all’Inter.

1) Passaportopoli, tutti quanti noi ricordiamo quando questa onestissima società si è dichiarata colpevole per aver falsificato il passaporto di un campione grandissimo come Recoba.

2)Falso in bilancio, inutile dire che anche in questo caso si è salvata essendo scomparso il reato di falso in bilancio  perché depenalizzato dall’ intervento del governo Berlusconi.

3)Coppola, chi è costui? Un guardalinee  interrogato a Napoli nel processo su calciopoli, e che tira in ballo anche l’Inter, ma che a suo tempo non fu ascoltato dai Carabinieri perché non c’erano intercettazioni che riguardassero l’Inter. Credo che anche gli idioti abbiano capito perché non ci fossero intercettazoni sull’Inter, considerando che la Telecom, che intercettò tutti, compreso Vieri, era di proprietà di un certo Tronchetti Provera, socio con Moratti nell’Inter,  per cui ogni altro commento diventa superfluo.

Mi fermo qui anche se potrei continuare risalendo perfino ai tempi di Moratti padre, nelle uniche Coppe dei Campioni vinte dai nostri magnifici campioni nerazzurri, negli anni ruggenti del bianco e nero.

Per il momento finiamo questa puntata di informazione e spettacolo ricordando un po’ a tutti gli smemorati  come i nostri campionissimi, sempre tartassati dagli arbitri, siano arrivati al turno successivo di Champions League con una foto riferita alla partita giocata e vinta con la Dynamo Kiev al 92°.

 Ci rivedremo presto con nuove e avvincenti puntate che saranno sicuramente alimentate da episodi gentilmente forniti sia dalle talpe che dagli intrepidi campioni nerazzurri, e nel caso dovessero mancare da loro, dal simpaticissimo allenatore scelto non a caso proprio per la simpatia che evidentemente si adatta perfettamente alla squadra e ai tifosi.