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Meditate gente… meditate!


Maria Luisa Busi alla fine non ce la fa più e decide di non prestare più il proprio volto alla conduzione del Tg1 delle 20,00, e lo fa scrivendo una bellissima lettera al suo direttore Minzolini. Una lettera che descrive perfettamente lo stato dell’informazione in questa Italia di regime.

Siamo sicuri che questo gesto non porterà nulla oltre l’ovvia indignazione di una parte di quegli ascoltatori che ancora credono che  informare sia innanzitutto un dovere per una azienda come la RAI, che, godendo del pagamento di quel famoso canone sborsato da tutti i cittadini, dovrebbe spiegare attraverso i servizi e le inchieste quale sia la realtà nel paese in cui viviamo raccontando i veri fatti, o quantomeno anche quelli e non soltanto la propaganda.

Una cosa è comunque certa, non tutti ormai sono interessati alla realtà della vita quotidiana, ai racconti dei precari che arrancano con difficoltà, ai licenziamenti o alla chiusura di moltissime imprese a causa di questa crisi che per qualcuno altro sembra invece non esistere.

 Dopo anni di risciaquo mentale con programmi d’eccellenza come “Uomini e donne”, “La pupa e il secchione”, “L’isola dei famosi”, “Grande fratello” e tantissimi altri, alla maggioranza degli italiani ormai non interessa più essere informata sui fatti, preferisce piuttosto sognare un mondo fantastico al quale non potrà mai partecipare se non vincendo al superenalotto o a qualche lotteria. Questo è uno specchio delle condizioni in cui si vive in un paese ed è provato da studi e ricerche che sottolineano come, quando la realtà sociale diventa troppo dura e l’asticella del benessere si abbassa di qualche tacca, la gente, impossibilitata a cambiare la propria condizione di vita, cerchi conforto nel gioco sognando di poter vivere  quella vita finta propinata dalla Tv, dimenticando per un attimo l’amarezza della propria esistenza. Distrutti nella quotidianità della vita reale, i disoccupati, i cassintegrati, gli sfruttati, stordiscono i loro malanni sognando un’altra vita invece di vivere la propria lottando per cambiarla, proprio un bel risultato non c’è che dire! Una dichiarazione di resa in attesa dell’evento (la classica botta di culo) che per puro caso potrà dare finalmente una svolta, accettando intanto a capo chino la sottomissione al potere degli altri, quelli più forti, quelli che decidono delle vite altrui depredandoli per arricchire la propria.

E’ anche in difesa di costoro che Maria Luisa Busi prende la sua decisione, dissociandosi da questo modo di gestire il potere dell’informazione, bene primario in qualunque paese che si voglia definire civile. Capiranno quest’ultimi il valore e la qualità del gesto? Ne dubito fortemente, e lo dimostrano i risultati elettorali che continuano a premiare “La cricca” anche quando le evidenze del malaffare risultano evidenti persino agli occhi degli elettori del PDL. E “La cricca” spreme ben bene anche loro, mica soltanto gli elettori dello schieramente opposto, ma tant’è. 

Siamo evidentemente avviati verso una china che, con l’addormentamento delle masse, succhierà man mano tutte le risorse del paese a favore di pochi eletti, fino al punto di non ritorno, Argentina docet.

Non servirà a molto, ma non potendo fare altro oltre che levare la mia voce di dissenso, nel mio piccolo tengo le dita incrociate sperando che l’ingordigia di questi maledetti si fermi un momento prima dell’inevitabile crac, salvando il futuro di quelle generazioni che saranno costrette ad addossarsi il peso della ricostruzione.

E non crediate che sia impossibile che accada, questo è successo in Argentina nel 2008, un paese ricchissimo di risorse molto più dell’Italia, impoverito dalla grande piovra U.S.A. che si è appropriata dei beni degli argentini gestendo il potere dello stato attraverso dei fantocci che ha provveduto ad arricchire per mantenerne il controllo, e questo invece è successo in Grecia pochi giorni fa.  La Grecia, stessa faccia stessa razza, pensiamo veramente di essere così ricchi e che a noi queste cose non possano accadere?

E io pago…


Notizia fresca fresca ma decisamente già vecchia in quanto già percepita da tempo: Tg1 e Tg5 hanno fornito un’informazione gravemente squilibrata a favore del PDL rispetto al PD e ancora di più nei riguardi di nuove liste presenti in questa ultima tornata elettorale. Fin qui decisamente nessuna sorpresa, il fastidio nasce dal fatto che l’Agcom (ricordate ?) ha comminato una multa di 100.000 euro ognuno ai due Tg, ma se il Tg5  è privato e quindi la multa la paga la famiglia Berlusconi, perché con la mia parte di soldi pagata per il canone Tv io devo pagare per colpa di una cattiva informazione perpretrata ai miei danni da  “linguacciuti” direttori agli ordini del premier?

E poi secondo voi sono sufficienti 100.000 euro di multa rispetto alle conseguenze che questo squilibrio porta nell’informazione italiana?  Quanto costa uno spot elettorale che dura pochi secondi e lascia una traccia leggera nel panorama dell’informazione politica rispetto ad un lavoro di  informazione  assolutamente  squilibrato a  favore  di  una parte  politica  su  un  telegiornale  nazionale  tra  i  più seguiti   in  Italia? Siete  d’accordo  con  me  che  i  100.000 euro sono una cifra ridicola rispetto al danno fatto? Certo, oltre alla multa in denaro i Tg  dovranno  attuare un immediato riequilibrio entro  la  chiusura  della  campagna elettorale, pensate anche voi come me, che non sarà cosi?

Riequilibrare l’informazione televisiva entro pochi giorni significherebbe vedere nei Tg una presenza forte sia del PD che delle nuove liste, che molti di noi neanche conoscono, a discapito del PDL.

Io sono fermamente convinto che non andrà affatto così, anzi accetto scommese al riguardo.

Piange il telefono


Ieri sera zompettando da un canale all’altro in Tv, mi sono imbattuto su La7  in un programma che si chiama “otto|e mezzo”, la prima reazione è stata quella di cambiare subito canale spaventato dalla comparsa sullo schermo di una testa piena di capelli rossi finti in un viso gonfio ed edematoso, con due labbra anch’esse proporzionate al gonfiore generale, d’altronde se sbatti il viso è inevitabile che ti si gonfi tutto no? per farla breve impressionante. Comunque superato lo shock per la testona mi sono fermato a guardare perché incuriosito dai protagonisti del confronto: Carlo Rossella e Giovanni Valentini.

Per chiunque voglia togliersi la curiosità di guardare tutto il programma può farlo andando qui, io mi limito ad estrarre qualche perla.

Carlo Rossella: …ma non esiste il conflitto di interessi… non esiste… dove sta?

e subito dopo

… ma io ho diretto il telegiornale di Berlusconi e non ho mai ricevuto una telefonata da Berlusconi… da nessuno…

Pronto... ah, caro presidente, come sta?

Va bene, ammettiamo pure che Berlusconi non telefonasse a Rossella come fa adesso con Minzolini, questo significa che potevamo stare tutti tranquilli? O siamo liberi di pensare che magari il caro Rossella parlasse direttamente col capo vista la confidenza? O meglio ancora, per chi si ricorda il Tg1 ai tempi di Rossella, magari non c’era bisogno che si parlassero perché il direttore sapeva esattamente cosa trasmettere? Fate un po’ voi, certo che dopo le evidenze degli ultimi fatti con le intercettazioni di Berlusconi con Minzolini o tutte le precedenti con Vespa o con Saccà per raccomandare qualche sua protetta con le due famose intercettazioni (le trovate qui 1 e 2), ci risulta difficile pensare che il premier non si occupi, e personalmente anche, di quello che succede in RAI e di cosa si trasmetta, ma insomma…

Certo che invece, tornando a Rossella, l’unica cosa che mi viene da pensare è quanto conti essere un fedele cavaliere di re Artù senza peoccuparsi di perdere la faccia anche negando delle evidenze di fatto, e poi comunque la faccia è sua e non credo che se uno confonda a volte la faccia con il sedere gliene si possa poi fare una colpa, pensate un po’ anche a Fede (Emilio, dico); in fondo può capitare in questo mondo frenetico, basta distrarsi un attimo e… zaccc…

L’ultima comunque l’ho sentita oggi da un’altra “faccia” cioè Bonaiuti, portavoce del Sire, che intervenendo a proposito delle intercettazioni, indovinate un po’ cosa avrà potuto dire? Ma che, perbacco, con queste intercettazione è ora di finirla. Non siete anche voi d’accordo con lui?

Telegiornali, notizie, diversità.


Accendi la Tv e ascolti cosa succede nel mondo, con attenzione, cerchi sempre di capire attentamente tutto quello che succede e come viene raccontato. Una delle ultime notizie ascoltate è quella sul maxiriciclaggio attribuito a Fastweb e ad alcuni suoi manager e altri personaggi poco conosciuti alla maggior parte di noi. Parliamo di centinaia di milioni di euro, mica noccioline. Un nome che spicca su tutti è quello di Gennaro Mokbel, effettivamente un bel personaggio da quello che abbiamo avuto modo di vedere dai vari servizi in Tv e sui giornali, e proprio a lui hanno sequestrato oggi una quantità enorme di  libri antichi, fotografie, sculture, quadri, serigrafie di autori famosissimi quali De Chirico, Schifano, Capogrossi, Tamburri, comprati proprio col ricavato di questa attività illecità.

Essendo appassionato estimatore di qualcuno di questi grandi autori ho allungato occhi e orecchie per ascoltare con attenzione e guardare con invidia qualche immagine di questi capolavori custoditi dal signor Mokbel. Effettivamente c’è da rifarsi gli occhi per l’invidia, tantissimi roba, sono talmente tanti che ancora non c’è un numero preciso che li quantifichi esttamente.

Fin qui la notizia che tutti noi abbiamo ascoltato, o meglio che ognuno di noi ha ascoltato in giornali e telegiorali differenti, e a quanto pare ognuno di questi ha dato delle cifre completamente diverse in merito all’attribuzione del valore di tutto il materiale sequestrato. Il problema che  mi ha messo in allarme è che, dato per scontato che riuscire a classificare esattamente il valore di opere d’arte non è certamente semplice e immediato, è facile immaginare delle differenze, ma certamente diventa strano se queste differenze diventano enormi. Sono rimasto completamente esterrefatto guardando il servizio al Tg1 quando ho sentito che il valore attribuito era di parecchie centinaia di migliaia di euro, che credo dia un’idea assolutamente falsa di quello che è il valore reale, cioè molto ma molto più grande. Questa notizia mi ha spinto ad ascoltare allora anche il Tg2 che ha quantificato il valore in qualche milione di euro, cifra che da un’idea diversa del valore dichiarato dal Tg1, ma non escludendo che nel confronto le cifre possano risultare uguali, l’idea trasmessa dalla quantificazione delle due cifre è completamente diversa l’una dall’altra. Allora ho cercato di farmi un’idea personale del valore di questa merce sequestrata e non potendo essere preciso ho fatto un calcolo semplice semplice: consideriamo di dare un valore immaginario minimo a un qualsiasi pezzo singolo e quantifichiamolo in almeno 2000 euro a pezzo, vista la qualità dei pezzi sequestrati non è molto, ora lo moltiplicheremmo per la quantità se ce l’avessimo, quindi ci tocca ricavarla e lo facciamo in maniera approssimativa, considerando che tutte le agenzie parlano di migliaia di pezzi quantifichiamo in 2000 il numero di pezzi sequestrati, a questo punto moltiplichiamo ed otteniamo un totale di 4.000.000 di euro. Questa cifra sembra essere vicina al valore immaginato dal Tg2, ma molto lontana dall’idea che rimane ascoltando invece l’altro Tg. Il problema è che questa cifra, cioè quella calcolata da noi, è sicuramente molto lontana dal valore reale che non può certamente essere questo perché troppo basso, vi ricordo i nomi di qualcuno degli autori: De Chirico, Schifano, per questi autori spendere 2000 euro per una serigrafia sarebbe un affare, se invece stiamo parlando di quadri  allora siamo veramente lontani dal valore che abbiamo usato per farci un’idea, per capirci per un quadro di De Chirico o di Schifano 2000 euro non basterebbero neanche per la cornice.

Allora considerando che il valore da attribuire a tutto il materiale sequestrato è quantificabile in diversi milioni di euro, perché spostare l’attenzione su quello che potrebbe essere il valore delle opere? Forse perché è importante che la gente si concentri sui nomi di coloro i quali saranno sacrificati perché oramai invischiati nell’inchiesta, piuttosto che sulle cifre su cui questi signori riescono a mettere le mani? Immaginiamo che si stia parlando effettivamente di riciclaggio e questa sia in realtà una parte di tutti i traffici che la magistratura e la finanza riescono ad individuare, di che cifre stiamo parlando? Chi c’è dentro a questi traffici? Quanti soldi questi gentiluomini riescono a frodare allo stato? O meglio quanti soldi questi signori riescono a frodare a NOI?

E’ per questo che invito tutti voi a prestare  maggiore attenzione nei prossimi giorni a come verrà gestita la notizia per capire se è interesse di questo governo fare in modo che l’attenzione sulla cifra sia messa in secondo piano rispetto al resto. E’ importante questo perché è assolutamente impossibile che quando le cifre sono così alte le responsabilità possano essere di pochi individui e magari del calibro di Di Girolamo. L’aver voluto minimizzare la cifra al Tg1, telegiornale nell’occhio del ciclone per il suo modo di fare informazione,  mi ha insospettito, nessun cronista, neanche il più ignorante, avrebbe potuto quantificare il valore di tutto il materiale parlando di diverse centinaia di migliaia di euro e non di milioni di euro. E comunque tutto quello che passa nel Tg viene pesato e vagliato attentamente, quindi usare questa cifra ha un significato preciso perché alleggerisce l’attenzione su un qualcosa che agli occhi di tutti noi potrebbe avere un valore secondario.

Vigilare gente, vigilare, su quanti soldi questi delinquenti stanno mettendo le mani rubandoli anche alle nostre tasche?