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E io pago…


Notizia fresca fresca ma decisamente già vecchia in quanto già percepita da tempo: Tg1 e Tg5 hanno fornito un’informazione gravemente squilibrata a favore del PDL rispetto al PD e ancora di più nei riguardi di nuove liste presenti in questa ultima tornata elettorale. Fin qui decisamente nessuna sorpresa, il fastidio nasce dal fatto che l’Agcom (ricordate ?) ha comminato una multa di 100.000 euro ognuno ai due Tg, ma se il Tg5  è privato e quindi la multa la paga la famiglia Berlusconi, perché con la mia parte di soldi pagata per il canone Tv io devo pagare per colpa di una cattiva informazione perpretrata ai miei danni da  “linguacciuti” direttori agli ordini del premier?

E poi secondo voi sono sufficienti 100.000 euro di multa rispetto alle conseguenze che questo squilibrio porta nell’informazione italiana?  Quanto costa uno spot elettorale che dura pochi secondi e lascia una traccia leggera nel panorama dell’informazione politica rispetto ad un lavoro di  informazione  assolutamente  squilibrato a  favore  di  una parte  politica  su  un  telegiornale  nazionale  tra  i  più seguiti   in  Italia? Siete  d’accordo  con  me  che  i  100.000 euro sono una cifra ridicola rispetto al danno fatto? Certo, oltre alla multa in denaro i Tg  dovranno  attuare un immediato riequilibrio entro  la  chiusura  della  campagna elettorale, pensate anche voi come me, che non sarà cosi?

Riequilibrare l’informazione televisiva entro pochi giorni significherebbe vedere nei Tg una presenza forte sia del PD che delle nuove liste, che molti di noi neanche conoscono, a discapito del PDL.

Io sono fermamente convinto che non andrà affatto così, anzi accetto scommese al riguardo.

L’ulivo che non c’è

6 gennaio 2010 6 commenti

I casi della vita a volte sono veramente particolari. Il 3  Gennaio di  quest’anno a  casa  comodamente  seduto a   tavola davanti alla tv mi ritrovo per caso a guardare il Tg5, niente di strano direte voi, vero, però io non guardo mai il suddetto Tg non essendo tra i miei preferiti eppure quel giorno, fatto veramente bizzarro, mentre cerco di mandar giù qualcosa per nutrirmi a momenti dalla sorpresa  rischio invece che quel qualcosa mi vada di traverso guardando questo  servizio. Capirete bene che la mia sorpresa è stata veramente tanta, ma non per essermi ritrovato su un Tg nazionale il sindaco di Soveria Mannelli, da noi ormai famoso e non nuovo a queste uscite, ma quanto per aver scoperto alla mia età che il comune di Soveria Mannelli sarebbe, così come S.Mango D’Aquino, un grosso produttore di olive Carolea. Per tutti quelli che non conoscono la località vorrei aiutarli facendogli leggere le caratteristiche del clima di Soveria per sottolineare che, anche se non è affatto da escludere la presenza seppur sporadica di qualche pianta di ulivo, queste condizioni climatiche non permettono la fruttificazione e di conseguenza non può e non potrà mai esserci una produzione di olive di nessun tipo e qualità. E’ ovvio che partendo da questi presupposti,  ascoltare quel servizio in tv, lì per lì, mi ha creato un certo fastidio,  sopratutto perché,  per come era stato costruito, era rimasto in me, seppure non menzionato dal sindaco stesso all’interno del servizio, il messaggio che le due citate località, ma sopratutto la prima a cui, guarda caso, è dedicato anche il titolo, risultano essere produttori di olive Carolea, probabilmente vero per S. Mango ma sicuramete falso per Soveria Mannelli. Passato il momento di fastidio e  ascoltato con attenzione l’intervento del sindaco, noto immediatamente che in nessun passaggio il nostro fa riferimento a  Soveria Mannelli come produttore di olive, al contrario di quanto annunciato dallo speaker all’interno del servizio, parla  delle olive come di una specialità della Calabria tutta, ma dice, attribuendosene il merito, di come abbia interessato la Confagricoltura e tutti i produttori per far pervenire un pacco regalo al caro presidente Obama contenente questa specialità.  Anche a questo proposito ci sarebbe da dire qualcosa partendo dal fatto che il partito di riferimento del nostro sindaco è il PDL, non propriamente vicino al partito del presidente Obama bensì ai suoi oppositori del partito Repubblicano, ma lasciamo i nostri commenti da parte perché, come Berlusconi ci ha insegnato, prima sostenitore di Bush durante la campagna elettorale e successivamente regalandoci queste belle figure in diretta mondiale dal G20 , non è il momento di parlarne ( ho inserito la foto perché volevo soltanto farvi notare l’ espressione di Obama). Ritorniamo invece al punto di partenza del nostro articolo per spiegare come, partendo da una notizia letta su Adnkronos, il nostro caro sindaco Mario Caligiuri approfitti probabilmente della coincidenza che essendo il Tg5  una testata facente riferimento alla famiglia del nostro premier e quindi capo del suo partito di appartenenza, costruisca un servizio spot non per la Calabria, così come lui ci tiene ad affermare nel suo intervento alle telecamere, ma per sé stesso e la per diffusione nell’etere dell’ immagine di Soveria Mannelli e  del suo beneamato sindaco, cioè lui. Tutto questo è ovvio perchè un messaggio del genere a livello nazionale non lascia traccia visto il continuo accavallarsi di notizie l’una sull’altra e anche per quanto siano sconosciute in Italia sia Soveria Mannelli che S. Mango D’Aquino, quindi il ritorno di una notizia di questo tipo è sopratutto legato al territorio. Il fastidio per tutto ciò nasce prevalentemente perché attraverso un telegiornale nazionale e importante si trasmetta un messaggio fuorviante, dimostrato dal fatto che nei giorni successivi alla messa in onda del servizio ci sia stata una reazione da parte dei cittadini non Soveritani coscienti del fatto che a Soveria Mannelli non esistano piante di ulivo produttive, al massimo qualche ditta di lavorazione di prodotti tipici sott’olio e probabilmente anche di olive Carolea. Posso immaginare che il sindaco, avendo intascato direttamente i risultati del suo spot, in questo momento gongoli pensando che la scia di polemiche successive all’ intervista alimenti ancora di più gli effetti positivi per aver pubblicizzato il suo operato e il suo comune agli occhi delle comunità esterne e lontane, inorgogliendo vieppiù la popolazione locale, felice di far parte di questa amena e sorridente località piena di olive fantasma. Lo scrivente è invece rimasto colpito dal modo in cui si continua ad usare l’informazione, sempre più asservita ad interessi di pochi, proprietari o amici di chi  la costruisce e la usa e dalla cui fonte noi siamo costretti a nutrirci, di come venga fabbricata e veicolata ad arte con servizi che all’interno nascondono un vizio d’origine, cioè quanto non sia importante il contenuto ma il messaggio che si vuole veicolare attraverso esso, e di come poi, al di là della sua correttezza, diventi importante portare a casa i frutti anche dalle polemiche successive che inevitabilmente nascono proprio da come viene costruito il messaggio diventandone parte integrante. Nel nostro caso il fatto ancora più grave è l’ assoluta certezza che essendo stato il nostro caro sindaco, insegnante di Teoria della comunicazione pubblica all’Unical dagli anni 2004 al 2008, non sia propriamente un novellino per quanto riguarda la costruzione di un servizio perfetto. Quello che a me è rimasto di tutta la polemica su queste piante fantasma è la consapevolezza che il protagonista (involontario?) di questa polemica, il sindaco di Soveria Mannelli Mario Caligiuri,  non sia cambiato poi molto negli anni. Il sottoscritto ha conosciuto perfettamente il  nostro negli anni cruciali di formazione al Liceo e ne conserva un ricordo limpido, sia del carattere che della determinazione che dimostrava nel tuffarsi a capofitto nella politica, mai da sottoposto, nel suo piccolo aveva i propri galoppini già da allora, e di come attraverso di essa abbia saputo ricavare dei vantaggi per la sua vita futura. Di sicuro lascerà ai posteri un’ immagine di sé che, per chi non lo conosce direttamente, non corrisponde esattamente a quella reale.  Ma questa è un’altra storia e non è il momento né il luogo per raccontarla, lo faremo semmai un’ altra volta se il nostro caro sindaco ci inviterà a farlo spinti da qualche suo intervento futuro simile a quello di cui ci siamo occupati.

P.S. Ci tenevo a sottolineare che questo articolo nasce soltanto dalla tristezza che si sviluppa vedendo quanto a volte risultino vani gli sforzi per ottenere una giusta gratificazione per un merito o per un lavoro svolto e di come in questa nostra società questo sforzo poi finisca a vantaggio di altri. Lungi da me la polemica rivolta direttamente a qualcuno come  i comuni di Soveria Mannelli o di S. Mango D’Aquino, anch’esso citato nel servizio del Tg5, e i loro rappresentanti, ma mi duole constatare che un paese come Soveria Mannelli, paese dagli ulivi fantasma, resti presente, anche se per pochi minuti, nella mente degli italiani come paese benemerito per la produzione di olive inesistenti e per la genialata di regalarle al presidente degli Stati Uniti D’America, alla faccia di tutti quelli che con grandi sacrifici queste olive le producono permettendo ad altri di attribuirsene il merito. Tutti coloro i quali vogliano contribuire all’articolo lasciando traccia della loro testimonianza e della loro opinione, possono farlo lasciando un commento.